A BARI IL PRESEPE torna in grotta e, per la prima volta, svela un patrimonio storico, artistico e archeologico altrimenti invisibile. Accadrà, a partire dalla prossima settimana, e per tutti i weekend di dicembre, con l'inedito progetto del Natale negli ipogei, promosso dall'associazione culturale Hic Locus Est e sostenuto dall'Ance Bari-Bat e realizzato in collaborazione con l'assessorato allo Sviluppo economico del Comune di Bari. In pratica, in cinque diversi siti cittadini, immersi nelle periferie, i baresi e non solo potranno visitare una serie di presepi artistici, realizzati per l'occasione dall'associazione di artigiani SpaccaBari, e soprattutto andare alla scoperta, altrimenti impossibile, dei "contenitori" che li accoglieranno. Si tratta della chiesa rupestre di Santa Candida, risalente al IX secolo dopo Cristo e fortunatamente sopravvissuta nella lama Picone, dell'ipogeo Cammarata a due passi dall'aeroporto, dell'ipogeo Grotta del Monaco (al villaggio del lavoratore), della chiesa rurale del Salvatore a Loseto nuova e infine della Torre Pelosa, a Torre a Mare. A idearlo e curare il progetto lo storico e speleologo Sergio Chiaffarata, consulente del sindaco per gli ipogei e insediamenti rupestri del territorio di Bari, che anticipa: "E' un'occasione preziosa perché la città possa riappropriarsi per la prima volta delle sue radici più antiche. Nel passato, infatti, le occasioni di visita a Santa Candida sono state piuttosto rare, e se ne deve merito all'Archeoclub Italo Rizzi, mentre possono ben dirsi un inedito assoluto le aperture straordinarie degli ipogei Cammarata e Grotta del Monaco". Un discorso a parte, spiega Chiaffarata, per la chiesa quattrocentesca del Salvatore, il solo segno del passato a sopravvivere fra le architetture seriali della periferia di Loseto nuova eppure inaccessibile alle visite, se non in circostanze più uniche che rare. "E' un piccolo gioiello e un bell'esempio di insediamento religioso rurale fra Tardo Medioevo ed età moderna, a cominciare dal suo profilo architettonico fortunatamente oggetto di restauro conservativo alcuni anni fa. Ma è al suo interno che vi si celano gli elementi di maggior interesse, ovvero una serie di affreschi risalenti al Quattrocento, alcuni dei quali preservati mentre altri purtroppo sono stati coperti da affreschi realizzati fino al secolo scorso. Altri ancora, invece, sono andati perduti. Un ulteriore dato sulla chiesetta, infine: all'interno dell'edificato, ma all'aperto, cinque botole solo l'ultima testimonianza del fatto che, ai piedi della chiesa, vi fosse un ossario ipogeo dove a suo tempo sono state rinvenute centinaia di sepolture". A giorni online sul portale istituzionale del Comune di Bari i dettagli sull'iniziativa, a cominciare dalle indicazioni per raggiungere ciascun sito coinvolto nel Natale negli ipogei, le visite, anche guidate, si terranno ogni sabato e domenica di dicembre (dalle 9,30 alle 12,30) e con ingresso gratuito. Non solo. "Nell'intento di valorizzare questo patrimonio conclude Chiaffarata in ogni sito saranno installati dei pannelli informativi che, in estrema sintesi, racconteranno la storia dei luoghi". Ma va da sé, naturalmente, che si tratta soltanto di uno dei primi passi, eppure preziosi, per valorizzare il patrimonio della Bari sotterranea disseminato fra campagne e periferie urbane. Quanto al sostegno al progetto per Beppe Fragasso, presidente dell'Ance Bari-Bat, si tratta «della nostra maniera di essere presenti all'interno della città e dei suoi processi di sviluppo culturale ed economico. Per quanto ci è possibile riteniamo importante apportare un contributo alla promozione del territorio. Nel caso di specie, se pensiamo alla rete degli ipogei, si tratta di un patrimonio che, se opportunamente valorizzato, può senza dubbio contribuire a rendere Bari più attrattiva. Perché dobbiamo fare in modo che chi va in Grecia si fermi qui a Bari, almeno una notte prima e una notte dopo al rientro, ma perché questo accada è necessario offrire contenuti».