«NIENTE affatto gli replica il presidente dell'Opera del Duomo Franco Lucchesi si ricordi che tutto quello che è gratis attira meno di ciò che ha un biglietto, perché comunica l'idea di un disvalore, e che pagare significa coinvolgersi nella tutela di un bene comune». Lucchesi, non crede che almeno un monumento- simbolo come il Battistero possa fare eccezione? «Bisogna abituarci all'idea che questi beni costano e che lo Stato non è in grado di far fronte alle spese richieste dal suo sconfinato patrimonio. L'Opera del Duomo, faccio notare, non solo non riceve denaro da nessuno, salvo minime donazioni private, ma non essendo ente pubblico non beneficia nemmeno dell'Art bonus. Per restare al solo Battistero, per il quale abbiamo appena completato il restauro esterno, i prossimi restauri degli interni, fra cui i mosaici della cupola, e della porta Sud, costeranno 4 milioni di euro. È ovvio, no? a che cosa servono i soldi dei biglietti ». Ma è giusto far gravare questi costi sui cittadini, col rischio di scoraggiare o almeno selezionare la fruizione di un bene collettivo? «Per il restauro esterno del Battistero abbiamo promosso un crowdfunding? Bene, la prima e più logica forma di crowdfunding è il pagamento di un biglietto di ingresso». Quindici euro per ventiquattro ore di validità, però, forse sono un po' troppo. Non sarebbe il caso di esonerare almeno i fiorentini? «Come cifra siamo in linea con Louvre, Moma, e con molti altri grandi musei del mondo. E i fiorentini, per quanto li riguarda, dovrebbero essere i più contenti di pagare, visto che beneficiano per primi dell'indotto del loro patrimonio. Quanto alla validità del biglietto, da gennaio o febbraio salirà a quarantotto ore, un tempo sufficiente per vedere tutto. E per accorciare le code ci sarà l'obbligo di prenotazione, a parte una percentuale minima riservata a chi è disposto a fare la fila». Deve spiegare meglio, però, la logica del biglietto unico al posto di cinque meno cari. «È un sola: dare il senso dell'unitarietà originaria, stilistica e catechetica, del complesso di Santa Maria del Fiore, che va perciò visitato e compreso nel suo insieme, non per pezzi. A chi verrebbe in mente di chiedere di pagare meno agli Uffizi perché gli interessa solo la Venere del Botticelli?». La Cei prevede che non si paghi per visitare le chiese consacrate. Il Duomo infatti è gratis, ma con questo criterio dovrebbe esserlo anche il Battistero. «La Cei in realtà lascia ai vescovi di decidere caso per caso se far pagare o no per l'accesso ai luoghi di culto, per il Battistero si paga da decenni e noi lo abbiamo solo confermato, mentre si è scelto di lasciare gratuito il Duomo. In compenso si paga in Santa Croce, in Santa Maria Novella, in San Lorenzo, i cui proventi, guarda caso, vanno tutti allo Stato». (m.c.c.)