«L'ITALIA ha una tradizione secolare di collezionismo, di straordinario livello anche per l'arte contemporanea con raccolte che solo in piccola parte vengono esposte - ha detto Franceschini. - Il sistema delle banche ne ha di molto importanti ». Quindi, ha proseguito, «stiamo ragionando per trovare un luogo prestigioso, che potrebbe essere una parte della Reggia di Venaria, in cui offrire agli appassionati le opere delle maggiori collezioni private italiane ». Una proposta peraltro già annunciata da Franceschini durante la sua ultima visita torinese, quando il 12 novembre aveva presenziato al Convegno nazionale dei musei scientifici alla Cavallerizza. E di cui aveva già parlato con il sindaco Piero Fassino, con l'assessore regionale alla cultura Antonella Parigi , oltre che con il "padrone di casa", il direttore del Consorzio La Venaria Reale Mario Turetta. Che conferma: "Il ministro ha voluto incontrarmi per verificare la disponibilità a questo progetto. Naturalmente gli ho risposto che da parte nostra c'è interesse e che gli spazi certo non mancano, esiste insomma la disponibilità ad approfondire il tema, di cui non ho ancora parlato però con l'assemblea dei soci e con l'amministrazione". Ma perché proprio la Reggia di Venaria? «Premesso che si sta diffondendo sempre più una nuova cultura in direzione di una maggiore fruibilità del nostro patrimonio, credo che ci sia la convinzione che la reggia, oltre ad essere dotata di spazi per ampi pubblici, sia un gran bel posto, oltre che un sito moderno in grado di accettare e affrontare le sfide dell'innovazione». Che cosa ne pensano gli altri diretti interessati, i responsabili delle raccolte degli enti bancari? «La nostra è una collezione privata a disposizione del pubblico dice Fulvio Gianaria, presidente della Fondazione Arte Moderna e Contemporanea Crt, che in 15 anni ha acquisito quasi 800 opere di 200 artisti, che vengono affidate in comodato alla Gam e al Castello di Rivoli . Se alla Reggia, in accordo con i due musei torinesi, e dunque con la direttrice Carolyn Christov Bakargev, si immaginano rotazioni di opere, ragionando in termini di sistema, in una logica da noi condivisa, non potremo che essere d'accordo ». Gianaria immagina un'esposizione parziale dei lavori, che potrebbe dare maggiore vivacità alla raccolta stessa. La proposta non sembra invece riguardare Intesa San Paolo, come fa sapere il responsabile dei beni culturali della banca, già assessore piemontese alla cultura, Michele Coppola. C'è grande collaborazione - Ca' de Sass tra l'altro ha prestato opere per il percorso storico della Reggia - ma gli spazi espositivi a loro non mancano. Le "Gallerie d'Italia" dispongono infatti di sedi di prestigio aperte al pubblico, dagli edifici in piazza Scala a Milano, ai palazzi Zevallos Stigliano a Napoli e Leoni Montanari a Vicenza.