La riorganizzazione degli 88 Istituti italiani di cultura sparsi per il mondo che Silvio Berlusconi definì necessaria da ministro degli Esteri ad interim si avvicina. Franco Frattini, il titolare della Farnesina, vuole far coordinare gli istituti da una «cabina di regia» che propone .di chiamare «Fondazione Italia». Dentro, se il Parlamento accetterà un disegno di legge che il governo si prepara a presentare entro l'estate, dovrebbero esserci rappresentanti di alcuni ministeri (almeno Esteri, Attività produtti-ve e Beni culturali); organizzazioni come l'Unione delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ('Unioncamere), Regioni, aziende private. Secondo Frattini, queste ultime andranno scelte in base all'estensione o alla collocazione geografica dei loro investimenti stranieri. Una proposta della quale si discuterà anche dopo la Conferenza dei direttori degli 88 istituti, in corso alla Farnesina da ieri fino a domani. Quando Berlusconi, parlando delle funzioni dei direttori, sostenne «è inutile andare a raccontare Manzoni, forse è meglio scegliere qualcosa che abbia attinenza con qualche interesse economico di qualche nostra impresa», le reazioni non si fermarono agli uffici della diplomazia. A giudizio di Frattini, gli istituti di cultura devono essere «strumento intelligente di politica estera del nostro Paese», una politica che il ministro ha riassunto in una volontà di combattere «gli stereotipi» sull'Italia e nella rivendicazione della legittimità degli interessi na-zionali. Fra i compiti .raccomandati agli istituti di cultura, il seguente: «Far comprendere che se l'Italia apre una vertenza sui valichi in Europa non lo fa per rivendicare posizioni, di indebito privilegio. Se blocca qualche provvedimento, lo fa affinchè il mercato interno si realizzi». In una fase di attriti nell'Ue, e fra maggioranza e opposizione, la traduzione pratica di questa tesi sarà scrutata con attenzione. Per verificare la promessa secondo la quale l'immagine da difendere sarà quella «dell'Italia e non del governo pro-tempore», tra i partiti e gli intellettuali si guarderà all'esatta composizione di «Fondazione Italia». Per allargare il discorso già nella conferenza, ieri Frattini ha voluto una tavola rotonda con Ernesto Galli della Loggia; Ornar Calabrese, Lucio Caracciolo, Alain Elkann, Marcello Veneziani.
142003 - Una Fondazione Italia per gli Istituti di cultura
La riorganizzazione degli 88 Istituti italiani di cultura è in corso. Franco Frattini, ministro degli Esteri ad interim, vuole creare una cabina di regia per coordinare gli istituti e ha proposto di chiamarla Fondazione Italia. Il governo si prepara a presentare un disegno di legge entro l'estate, che prevede la partecipazione di rappresentanti di alcuni ministeri, organizzazioni e aziende private. La Fondazione Italia dovrebbe avere un ruolo intelligente nella politica estera italiana e i suoi compiti includerebbero la promozione dell'immagine dell'Italia e la difesa dei suoi interessi nazionali.
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