A IMARO Isola di bellezza se ne intende. Architetto torinese, ha firmato la ristrutturazione del Museo Egizio, del parco delle Porte Palatine, la Bottega di Erasmo, la Borsa valori di piazza Valdo Fusi, la società ippica di Nichelino, la palazzina uffici del Lingotto, il museo di antichità. Suoi anche gli appartamenti del villaggio "Talponia" per i dipendenti dell'Olivetti a Ivrea e le nuove aule del Politecnico a Mirafiori. Architetto, ha visto il "dome" di piazza Vittorio? «Solo in fotografia, e ho fatto un salto sulla sedia». Perché è una piazza aulica? «No, soprattutto perché è brutto. Certo, le piazze auliche vanno per lo più lasciate libere per ammirarne l'equilibrio e la bellezza architettonica. Quello scorcio è un paesaggio». Ma? «Ma non sono radicale: penso che piazze a paesaggi si possano modificare. In fondo è sempre stato così: già dal Seicento, in epoca barocca, le nostre piazze, persino le chiese, venivano allestite per feste e tornei. Questi spazi ospitarono installazioni di Juvarra o di Guarini, ad esempio. Io sono dell'idea che si possano fare anche ora, ma devono essere di grande qualità estetica e architettonica ». Qualche esempio? «Quando arrivò papa Benedetto XVI, nel 2010, proprio in piazza Vittorio con un team di colleghi allestimmo un bel podio, con una tenda di pregio. Anche i padiglioni per la Sindone, nelle piazze, furono fatti con un' attenzione alla bellezza che purtroppo oggi non c'è più». Servirebbero più vincoli? «Mi sono stupito, perché su quella piazza dovrebbe esserci qualche forma di tutela artistica e quindi autorizzazioni particolari. Ma non è nemmeno detto, in passato sono state messe anche tante cose con i permessi di Comune e Sovrintendenza». Rovinare le piazze da "cartolina" è un danno per una città che investe sul turismo? «Indubbiamente. Per questo dico che in particolari occasioni si può fare, ma va fatto bene. Le piazze possono ospitare costruzioni e veder mutare il loro aspetto, anche con realizzazioni effimere, divertenti, purché ben disegnate, pensate da persone intelligenti e non "comprate su un banco del mercato"». L'anno scorso ci fu una rivoluzione per il mercato di salsicce in piazza Carignano. E' anche una questione di cosa si fa in piazza? «Sarebbe bene che fossero eventi culturali: ad esempio penso ad Artissima, certo non alla fiera del prosciutto». Questo è un torneo di calcetto. «Ecco, appunto. Quella bolla può essere messa in qualsiasi altra piazza. E in generale avrebbero dovuto fare un progetto più bello. Hanno soldi, li spendano per evitare di esporre obbrobri. E comunque tra fare una cosa brutta o farla bene non c'è necessariamente una questione di costi».
"Giusto modificare la città ma quel tendone è brutto Servono qualità e risorse"
L'architetto torinese IMARO parla delle piazze auliche e delle loro modifiche. Secondo lui, le piazze auliche vanno lasciate libere per ammirarne l'equilibrio e la bellezza architettonica, ma ciò non significa che non possano essere modificate. IMARO pensa che si possano fare modifiche, ma devono essere di grande qualità estetica e architettonica. Ha fatto esempi di come le piazze possano essere modificate in passato, come ad esempio la creazione di un podio per papa Benedetto XVI. L'architetto sostiene che le piazze possono ospitare costruzioni e veder mutare il loro aspetto, ma solo se sono ben disegnate e pensate da persone intelligenti.
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