Ugento, lavori abusivi a due passi dal castello del XII secolo: abitazione sotto sequestro Il castello di Ugento, originariamente appartenuto ai principi D'Amore, è un edificio risalente al XII secolo e dichiarato di particolare interesse storico-culturale con decreto ministeriale del agosto 1994 Parte di un'abitazione privata vicina al castello D'Amore di Ugento, in provincia di Lecce, è stata sequestrata dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Bari. La casa ricade nel quadrilatero circostante il maniero del XII secolo, vincolato da un decreto ministeriale del 1994. Nella zona - che comprende oltre all'antica residenza dei principi D'Amore anche abitazioni private - non è possibile effettuare lavori edili senza seguire alla lettera le prescrizioni della sovrintendenza delle Belle arti. Cosa che la proprietaria del piccolo edificio evidentemente non aveva fatto, al punto da essere indagata per abusivismo edilizio e realizzazione di opere non autorizzate in area sottoposta a vincolo. A sostegno delle ipotesi accusatorie ci sono la documentazione acquisita dai militari, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Emilio Arnesano, e le fotografie che evidenziano la modifica del prospetto laterale e frontale e la costruzione ex novo di un locale adibito a centrale termica. Tali interventi non hanno nulla a che vedere con il restauro del castello, sottoposto a due diversi progetti - uno del Comune e uno della società Salento D'Amore (che ha avuto una parte della struttura in comodato d'uso dalla proprietà) - che saranno realizzati entro la fine del 2016. L'obiettivo è restituire il grande immobile di età normanna al suo antico splendore, grazie all'utilizzo di fondi pubblici e privati, e renderlo possibile fruibile al pubblico. Fino a qualche anno fa il castello era visitabile soltanto in parte: molte stanze, corridoi e corti risultavano inaccessibili. Per il futuro, invece, si spera in qualcosa di diverso, come ha spiegato l'erede della nobile famiglia proprietaria, Massimo Fasanella D'Amore: "Allo stato esistono nella struttura due diversi cantieri, che nulla hanno a che vedere con quello di un'abitazione privata ubicata nelle sue vicinanze e che non risultano coinvolti nel sequestro". "La nostra ristrutturazione procede d'intesa con la sovrintendenza e non ha alcun profilo di illegittimità - ha proseguito D'Amore - Anche le zone circostanti, però, devono rispettare i limiti imposti dal vincolo in tutte le eventuali modifiche apportate alle abitazioni". In altre parole, gli interventi ritenuti arbitrari dai carabinieri potrebbero danneggiare l'immagine complessiva del quadrilatero protetto. Per questo motivo sia il Comune sia la proprietà potrebbero risultare parti offese nell'eventuale processo.