«A MALI estremi, estremi rimedi: faremo ricorso alla Corte Costituzionale »: il sindaco della Spezia, Massimo Federici sa che ha vinto la battaglia, ma non la guerra e lucida il moschetto. La battaglia contro il Piano Casa della Regione l'ha guidata soprattutto lui, insieme al Comune di Genova, denunciando fin dalle prime ore, in cui veniva reso noto il testo del ddl, le condizioni di pericolo in cui la nuova legge regionale avrebbe messo il territorio, i Parchi, la costa, e soprattutto scavalcando ogni autorità di pianificazione che la legge nazionale garantisce ai comuni. Proprio Federici ha tutte le caratteristiche di vulnerabilità indicate dai detrattori del Piano Casa: un Comune costiero, a rischio idrogeologico e che in parte insiste sul territorio del Parco delle Cinque Terre. Sindaco Federici, al Cal ha guidato la riscossa dei Comuni avversi al Piano Casa: e adesso? «Un grande giorno, sì. Il parere del Cal non è vincolante, ma è importante. Perché è la voce del territorio per cui questo stesso Piano Casa dovrebbe agire. E la maggioranza ha detto no. Adesso informiamo la popolazione e ci alleiamo. Da Genova a Spezia, con moltissimi Comuni, per proporre un ricorso alla Corte Costituzionale, perché questo Piano Casa è illegittimo e vìola la legge nazionale a partire proprio dai Comuni». Perché il Piano Casa scavalcherebbe i Comuni? «Perché le sue disposizioni travolgono i Puc che in moltissimi casi, come a Spezia, sono stati cuciti con grande attenzione alla fine del consumo di suolo e all'individuazione di zone, come quella collinare, che è molto vasta, in cui nessuno può più toccare una pietra. Potete immaginare la fatica e gli anni di lavoro con le associazioni di categoria, progettisti, geometri, edili. Eppure ci siamo riusciti. E adesso? Adesso arriva il Piano Casa e dice che quel Puc può essere disatteso, scavalcato. Un lavoro faticosissimo di salvaguardia del territorio mandato alle ortiche ». I Comuni, però, dice Scajola, potranno blindare alcune zone del loro territorio, per salvaguardarle anche dal Piano casa. «Lo dice, ma non c'è nulla di questo nel testo. E comunque sarebbe un palliativo. Ciò che ci permette di rivolgerci alla Corte Costituzionale è proprio il menefreghismo della Regione sul principio di determinazione del territorio dei Comuni. Questa è una questione di dignità: nell'immaginario collettivo ormai la Liguria è una regione rapallizzata, già preda della cementificazione e oggi del conseguente dissesto idrogeologico. Le cito una frase: «La Liguria è molto cementificata. Bisogna mettere un freno a tutto questo », indovini chi l'ha detto». Salvatore Settis? «No, il presidente della Regione, Giovanni Toti. Il 26 maggio 2015. Era in campagna elettorale». Sindaco Federici, cosa teme da questo Piano Casa? «Concretamente? Qualche idea ce la siamo fatta. Soprattutto nell'arco di costa che va da Genova al Tigullio, ma forse sono soltanto illazioni capziose. Di certo c'è che il Piano Casa è pericoloso innanzitutto perché è permantente. Scajola lo ribadisce con forza "Uno strumento definitivo". La legge berlusconiana del Piano Casa prevedeva Piani regionali a tempo determinato, qui invece si fa uno strumento irremobibile. Poi c'è il territorio dei Parchi, su cui si potrà portare ancora cemento, e il tema degli edifici condonati che si potranno ampliare: ma se si trovano in un Parco, o in una zona esondabile, li allarghiamo ancora?» E il suo Puc non ci può fare nulla? «No. Pensi che lo stiamo revisionando. Costruzioni zero, riqualificazione senza aumento di volumi, impulso all'edilizia con interventi di risparmio ed efficientamento energetico. Insomma, la direzione opposta al Piano Casa. Che però schiaccerà il mio Puc. E il mio territorio».