IL CANTIERE LA PULITURA DELL'ESTASI DI SANTA TERESA RIPORTA ALLA LUCE UN DETTAGLIO DEL MAESTRO. PARLANO PAOLUCCI E PORRO TORNA alla luce un lembo di nuvola, per secoli ricoperto da vernice gialla e nera. È la novità del restauro che ha ridato vita all'Estasi di santa Teresa, capolavoro del Bernini custodito in Santa Maria della Vittoria, dei padri carmelitani scalzi. Smog, polveri e infiltrazioni d'acqua, durante i 19 anni dal precedente intervento, avevano ricoperto la scultura di una coltre scura e opaca. In sei mesi invece i restauratori Giuseppe Mantella e Sante Guido, sotto la direzione di Lia Di Giacomo, hanno restituito «la grandezza di quest'opera, lo splendore quasi cinematografico delle forme scolpite dal Bernini, che grazie alla luce riusciva a colorare anche un elemento neutro come il marmo», commenta Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Ma non si è trattato solamente di un'operazione di pulitura, perché alla base della scultura, sui volumi di nuvola che sorreggono il "bel composto" della santa e dell'angelo, è stata rivenuta una parte dipinta successivamente, sulla quale non si era mai intervenuto. Ora anche la nuvola, nella sua interezza, è ritornata al suo candore naturale, insieme al resto della cappella Cornaro, un angolo della chiesa che in soli tre metri riassume la grandezza del Barocco romano, dai pavimenti ai palchetti laterali, fino ai festoni e i putti. «Restituiamo l'opera a cittadini e visitatori, nella sua originaria bellezza, a pochi giorni dall'inizio dell'Anno Santo», commenta Daniela Porro, segretario Mibact per il Lazio.