L'edificio sacro dovrebbe riaprire entro la fine del 2017. Il finanziamento è dell'Eni, la ditta incaricata è l'Arcas spa L'assessore comunale alla ricostruzione Pietro Di Stefano ha reso noto che ieri mattina «con due separati atti, la basilica di Collemaggio è stata consegnata formalmente dal Comune dell'Aquila all'Eni (che ha finanziato il restauro, ndr) e da questo all'Arcas spa, impresa che ne curerà i lavori della sua ricostruzione. Le operazioni di allestimento del cantiere», ha detto ancora Di Stefano, «inizieranno già nei prossimi giorni, mentre il cantiere sarà attivo già a ridosso delle festività natalizie come ci era già stato comunicato». «Siamo stati pressanti e in questo ci ha animati l'esigenza improcrastinabile di restituire alla città uno dei suoi beni architettonici di maggiore pregio, un luogo simbolo di spiritualità e perdono. I lavori di ricostruzione della basilica e l'auspicato inserimento della Perdonanza Celestiniana nella lista rappresentativa dei Beni culturali immateriali dell'umanità, rappresentano un tassello importante nel futuro della città. Il progetto nasce da un modello unico di collaborazione istituzionale che ha affidato alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici d'Abruzzo la progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento per la sicurezza e le attività tecnicoscientifiche a un gruppo di università (Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma e l'Università dell'Aquila) integrato da geologi e ingegneri Eni». «Questa alleanza tra pubblica amministrazione, università, impresa e città offre un esempio sinergico efficace e operativo che ha avuto l'obiettivo di coniugare il miglioramento sismico della basilica con il rispetto delle esigenze di tutela dei valori storici e artistici del monumento». L'obiettivo previsto per la fine dei lavori è nella seconda metà del 2017. «Allora la città potrà avere finalmente restituita la basilica di Celestino V», ha concluso l'assessore Di Stefano.