Ancora una ventina di giorni e inizierà la discussione sull'ipotesi di trasferire, in tutto o in parte, all'interno del Castello estense la Pinacoteca Nazionale, ora a Palazzo dei Diamanti. A partire... Ancora una ventina di giorni e inizierà la discussione sull'ipotesi di trasferire, in tutto o in parte, all'interno del Castello estense la Pinacoteca Nazionale, ora a Palazzo dei Diamanti. A partire da metà dicembre, una volta tornata dagli Stati Uniti dove ha lavorato finora, sarà infatti operativa Martina Bagnoli, la nuova direttrice della Galleria Estense, uno dei venti poli museali scaturiti dalla riforma Franceschini e che vede Ferrara tra le realtà protagoniste. «Abbiamo molte carte da spendere dice il vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto -. Presto partiranno i tavoli tecnici per decidere sul possibile trasferimento dei capolavori della Pinacoteca: per ora non prefiguriamo il punto di caduta futuro, servono valutazioni da parte di ingegneri, architetti e storici dell'arte. Sono comunque dubbioso su uno spostamento integrale in Castello che rischierebbe di sguarnire Palazzo Diamanti». Maisto è intervenuto ieri mattina nel corso di un convegno dedicato al Castello: tra i temi analizzati, i lavori post sisma effettuati e quelli da realizzare, oltre al futuro del monumento simbolo della città. Un'attrazione turistica che proprio mercoledì ha superato quota 140mila visitatori nel corso del 2015: quasi il 20 in più rispetto al 2014, che a sua volta aveva fatto registrare un 22 sull'anno precedente. «Lo sforzo di questi ultimi mesi sostiene Tiziano Tagliani, sindaco nonché presidente della Provincia è stato teso a combinare la funzione amministrativa, che rimarrà in Castello anche se ridimensionata, e quella turistico-culturale, da valorizzare». Molto probabile che, nella seconda metà del prossimo anno i dipinti di Giovanni Boldini, oggi ospitati assieme a quelli di De Pisis stante l'indisponibilità di Palazzo Massari, vadano in esposizione in Cina. A Gabriele Pivari della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, ieri è andato il compito di entrare nel merito dei lavori di restauro e di miglioramento sismico, in rapporto ai criteri di tutela del patrimonio monumentale. Marco Stefani (Dipartimento di Architettura di Unife) e Marco Borella (architetto ed ex responsabile del Castello) hanno riflettuto invece sul rapporto tra Ferrara e i terremoti e in particolare su quello storico del 1570, con i conseguenti danni provocati all'allora residenza ducale della famiglia d'Este. Ha chiuso i lavori della mattinata Angela Ugatti, ingegnere della Provincia di Ferrara, con una sintesi degli interventi di ripristino effettuati dal 2012, in rapporto alle complessità tecniche, di gestione e di cantiere. Più rivolta a un pubblico di specialisti la sessione pomeridiana, introdotta dal responsabile dei lavori pubblici della Provincia, Massimo Mastella, cui hanno fatto seguito comunicazioni sui rilievi geometrici, analisi strutturali, innovazioni tecnologiche e tecniche usate nel cantiere dedicato al monumento.
FERRARA-Castello, un 2015 super Attesa per ipotesi Pinacoteca
La Pinacoteca Nazionale di Ferrara, attualmente ospitata nel Palazzo dei Diamanti, potrebbe essere trasferita in parte all'interno del Castello Estense. La decisione sarebbe presa da una commissione tecnica, composta da ingegneri, architetti e storici dell'arte. Il vicesindaco Massimo Maisto è stato critico su un eventuale trasferimento integrale, che potrebbe privare il Palazzo Diamanti di alcuni capolavori. Il Castello Estense ha già subito lavori post-sisma e altri sono previsti. La Pinacoteca ha registrato un aumento del 20% dei visitatori nel 2015, con oltre 140mila persone. I dipinti di Giovanni Boldini e De Pisis potrebbero essere esposti in Cina nel 2016.
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