La sua opinione l'ha espressa con il tasto invio: Fausto Lechi, ex presidente di Brescia Musei, ha scritto sui social qualche riga sulla concessione a uso gratuito che darà alla Fondazione la gestione del patrimonio, da Santa Giulia al Castello, per vent'anni. Il carteggio su Facebook: Lechi ha commentato un post di Francesco Onofri, di Piattaforma Civica, che esprimeva perplessità sulla scelta della Loggia. Il suo intervento, testuale: «Caro Francesco, ho grande stima del presidente Minini e ritengo Di Corato (il direttore di Brescia Musei, ndr) un professionista preparato ma mi sembra di cogliere due differenti modi di pensare agli eventi e alla valorizzazione del patrimonio. (...) Sono preoccupato per il fatto che l'assegnazione della gestione del patrimonio artistico cittadino sia stato affidato alla Fondazione Brescia Musei senza gara d'appalto e senza una dotazione tale da permettergli di intervenire per i numerosi problemi manutentivi e valorizzativi». Al Corriere conferma: «Non ho letto le carte, non parlo quando non conosco le cose: ma quand'ero presidente della fondazione ho sempre fatto gare d'appalto. E mi chiedo come Brescia Musei possa gestire il patrimonio con le proprie risorse». La Loggia ha messo a bilancio 2,5 milioni di euro per il 2016: un contributo a sei zeri. «Ai miei tempi non c'erano soldi a disposizione per rifare i tetti». È scettico sulla durata della concessione? «Direi di no: ma diventa di fondamentale importanza la nomina dei consiglieri di Brescia Musei. Stimo quelli attuali, sono tutti degli amici, ma se in futuro dovessero arrivarne altri meno capaci?» .
Brescia Musei. Lechi: Patrimonio cittadino assegnato senza bando
Fausto Lechi, ex presidente di Brescia Musei, ha espresso la sua opinione su un post di Francesco Onofri, di Piattaforma Civica, riguardo alla concessione a uso gratuito della gestione del patrimonio di Santa Giulia e del Castello a Brescia Musei per vent'anni. Lechi è preoccupato per la mancanza di gara d'appalto e di risorse per gestire il patrimonio. Ha anche espresso scetticismo sulla nomina dei consiglieri di Brescia Musei, che riteneva essere tutti amici. Onofri ha risposto che non ha letto le carte e non parla quando non conosce le cose, ma ha espresso la sua opinione sulla gestione del patrimonio e sulla durata della concessione.
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