Ritrovate 80 tombe di 3.000 anni fa durante gli scavi ferroviari. Gibelli: finanzieremo l'opera Partono gli aerei, arriva il treno, e si potrà visitare un museo con i resti archeologici di una civiltà pre romana. È il futuro di Malpensa? Secondo Regione Lombardia sì. L'appello è suggestivo: «Le tombe ritrovate durante la costruzione della ferrovia tra i due terminal di Malpensa, rimangano in un museo in aeroporto». Il primo al mondo. L'assessore regionale alla cultura Cristina Capellini lo ha detto chiaro e anche il governatore Roberto Maroni, durante un sopralluogo al cantiere della nuova ferrovia, ha proposto di allestire un museo all'interno dell' hub varesino, per «mostrare al mondo la civiltà di Golasecca». L'antefatto: nell'estate del 2014, nel cantiere ferroviario che Regione Lombardia, Fnm, Sea e Unione Europea stanno costruendo tra i due terminal di Malpensa, sono emersi reperti di sepolture funerarie antichissime. Poco distante, a Golasecca, altri reperti costituiscono, da un secolo, una delle zone di studio archeologico più importanti d'Europa. «Finanzieremo l'operazione del museo innovativo», ha detto il presidente di Fnm Andrea Gibelli. Le tombe di Malpensa sono state inviate in un laboratorio di restauro, a Faenza, e le operazioni archeologiche si concluderanno a febbraio 2016, con un investimento di 200mila euro da parte di Fnm e la collaborazione della Soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia. Ma questa storia, è ancora ben lungi dall'essere stata raccontata. Soprattutto perché i ricercatori e i responsabili del cantiere ferroviario temevano furti. Basti pensare che si tratta di 80 nuove tombe come conferma la storica Barbara Grassi della Soprintendenza a fronte della cinquantina già conosciuta a Golasecca. Girano poche foto dei reperti, le operazioni sono ancora sotto traccia. Le tombe di Golasecca, sulla collina del Monsorino, sono del XI-IV secolo avanti Cristo, ma le pietre funerarie di Malpensa sono incredibilmente ancora più antiche e risalgono a un periodo dal XII al IX secolo avanti Cristo. «Il cantiere della ferrovia si è trasformato in una straordinaria occasione di ricerca archeologica e di studio ha dichiarato Barbara Grassi grazie ai fondi specifici previsti negli appalti, tombe e corredi sono state scavate. Alla prima fase di restauro, seguirà quella di studio». «Far rimanere sul territorio i ritrovamenti fatti durante gli scavi è sicuramente la soluzione migliore osserva l'assessore Cappellini come ritengo giusto che siano qua e che possano costituire un punto di riferimento non solo per gli amanti della storia, ma anche per transita dallo scalo varesino. L'allestimento in quest'area permetterebbe a chi passa da Malpensa di immergersi in una realtà che ha più di 3 mila anni di storia». Tuttavia c'è chi ha sollevato una prima obiezione. Il sindaco di Somma Lombardo, Stefano Bellaria, nel cui territorio ricadono i resti ritrovati, è critico: «Sono d'accordo con l'assessore Cappellini quando dice di voler far rimanere sul territorio i ritrovamenti. Ma per me territorio significa la frazione di Case Nuove di Somma Lombardo. Alla presentazione a Malpensa non siamo stati invitati mentre noi auspichiamo il coinvolgimento dei comuni. Spero non si voglia mettere le ottanta tombe in un museo di Sea, o di Ferrovie Nord o Regione Lombardia» .
Malpensa, museo archeologico tra i terminal
Durante gli scavi ferroviari tra i due terminal di Malpensa, sono state ritrovate 80 tombe di 3.000 anni fa. Le tombe sono state inviate in un laboratorio di restauro a Faenza e le operazioni archeologiche si concluderanno a febbraio 2016. Il presidente di Fnm, Andrea Gibelli, ha detto che il compito di allestire un museo con i resti archeologici sarà svolto da Regione Lombardia. Il museo sarà il primo al mondo e sarà situato all'interno dell'hub varesino. L'assessore regionale alla cultura, Cristina Capellini, ha detto che il museo permetterà di immergere i visitatori in una realtà che ha più di 3 mila anni di storia.
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