QUELLA porzione di Cavallerizza Reale che fino a tre anni fa era aperta al pubblico sarà strappata dalle mani delle banche e tornerà ad essere pubblica. Non solo dal punto di vista dell'utilizzo, con il Teatro Stabile che riprenderà in mano la gestione degli spazi lasciati nel 2013. Ma anche dal punto di vista della proprietà vera e propria, una questione sostanziale, considerate le rivendicazioni degli occupanti dell'Assemblea 14.45 contrari alla privatizzazione: il Maneggio Reale e il pianterreno della Manica lunga che la città aveva "cartolarizzato" nel 2009, cedendo tutto il complesso delle scuderie sabaude alle banche in cambio di 11,7 milioni cash, saranno ricomprati dal Comune. Usando un termine burocratese, saranno "decartolarizzati". Si tornerà indietro, insomma, di sei anni. Come se l'operazione finanziaria che permise al Comune di mettersi in cassa, indebitandosi con gli istituti di credito, il contante necessario per chiudere il bilancio di quell'anno, non fosse mai avvenuta. Questo prevede il piano a cui sta dando forma, sempre più concretamente, l'assessore al Patrimonio, Gianguido Passoni. Un piano che comprende anche il coinvolgimento diretto, ma non per la parte finanziaria, della Cassa depositi e prestiti, che più di un anno fa aveva comprato dal Demanio militare la parte di Cavallerizza alle spalle del Regio: in occasione della prossima riunione di dicembre, la Cdp entrerà ufficialmente, insieme al Ministero dei Beni culturali, nella cabina di regia che ha il compito di definire, assieme a tutti gli altri enti coinvolti, la destinazione futura delle Scuderie sabaude. Un anno fa il Comune aveva tentato di coinvolgere la Cdp facendo comprare direttamente al forziere che raccoglie i risparmi dei librettisti postali italiani la parte "comunale" della Cavallerizza, o quantomeno l'ex Zecca di via Verdi, dove l'Ente per il diritto allo studio sperava di realizzare se ci fosse stato l'intervento della Cassa una residenza universitaria pubblica. Un'ipotesi svanita per problemi normativi, dato che la Cdp può intervenire con i suoi fondi soltanto sulle dismissioni di proprietà direttamente pubbliche e non sui beni cartolarizzati. Ora l'alleanza con la Cdp riguarderà le destinazioni dell'intero complesso, in particolare degli spazi che torneranno "pubblici". È strettamente legata, infatti, ad un altro ingresso di eccezione nel progetto, quello del Polo Reale. Proprio sulle aree di proprietà della Cdp ricade il corridoio che, nei piani che il Comune sta elaborando, dovrebbe diventare lo spazio espositivo per le mostre temporanee dei musei di Palazzo Reale. Una manica che corre da via Verdi ai Giardini Reali, passando perla rotonda centrale delle Scuderie, e che il Ministero dovrebbe rilevare o affittare dalla Cassa depositi e prestiti. Cdp è stata in prima linea in questi anni nelle operazioni di dismissione degli immobili comunali e anche quest'anno darà il proprio apporto. Dopo aver acquistato l'anno scorso l'ex pretura di via Corte d'Appello, attuale sede dell'assessorato alla Casa, quest'anno l'ente acquisirà l'ex convento di via San Francesco da Paola, dove si trovano gli uffici dell'assessorato alla Cultura.