La notizia si aspetta da un giorno all'altro e potrebbe arrivare dopo la chiusura - in gloria - della Biennale Arti Visive. Comunque molto prima della scadenza del suo mandato, fissata per il 19 dicembre, come per il Consiglio di amministrazione della Biennale. La notizia è quella della riconferma per altri quattro anni di Paolo Baratta alla presidenza della Biennale da parte del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Una riconferma pressoché scontata - vista la grande considerazione di Franceschini per Baratta, tanto da averlo voluto anche alla presidenza della Commissione internazionale che quest'estate ha scelto i nuovi direttori dei maggiori musei - e resa possibile dal codicillo inserito qualche mese fa dal Governo (su input dello stesso Franceschini) in uno degli articoli del Decreto di riforma degli enti locali, sotto la voce "Misure per la città di Venezia". Baratta guida la Biennale dal 2008 - dopo un primo mandato iniziato nel 1998 e concluso prima del tempo per volontà dell'allora ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani per contrasti sulle nomine - e il decreto legge del gennaio 1998 che regola la vita dell'istituzione prevedeva per la presidenza non più di un solo rinnovo. Ma nella nuova formulazione le parole "una volta sola", sono state sostituite da "non più di due volte", permettendo così al ministro di riconfermare nuovamente Baratta alla presidenza dell'istituzione culturale. La modifica dello statuto della Biennale, legata anche alla prosecuzione della presidenza Baratta, ha consentito anche di prorogare di un anno i mandati dei direttori di settore, prima che scada il Consiglio di amministrazione, evitando così «vuoti» nella programmazione. E infatti di recente Baratta e il Consiglio di amministrazione attuale hanno riconfermato anche per il 2016 Alberto Barbera al settore Cinema, Virgilio Sieni alla Danza, Ivan Fedele alla Musica e Alex Rigola al Teatro. Oltre ad aver nominato Alejandro Aravena per organizzare la Biennale Architettura del 2016. Baratta è già adesso il più longevo presidente della storia della Biennale e si avvia dunque - con il nuovo mandato in arrivo - a stabilire un record difficilmente battibile. (e.t.)