IL PRIMO a percorrerla fu Paolo di Tarso, subito dopo fu l'apostolo Pietro. Entrambi diretti a Roma, dove subirono il martirio. Nei secoli immediatamente successivi, l'Appia Antica divenne il frequentatissimo itinerario dei devoti che si recavano ai luoghi di sepoltura e di persecuzione dei santi. Adesso, la via ritornerà ad essere la strada dei pellegrini. Non solo le catacombe, maanche chiese, santuari e monumenti sepolcrali saranno attrezzati per offrire a turisti e fedeli visite guidate e materiale informativo. Sarà possibile grazie ad un accordo fra l'ente parco e il Pontificio consiglio della cultura, inaltre parole, il ministero dei Beni culturali della Santa Sede, che è il referente sui luoghi di culto dell'Appia. Ancora: nuovi pieghevoli distribuiti nelle sedi del parco racconteranno la storia della prima via di pellegrinaggio, mettendo insieme le testimonianze storiche e archeologiche diffuse sul territorio e i testi letterari tramandati nei secoli. Toccherà ai pannelli illustrativi evidenziare le memorie religiose. Intanto, l'ente parco stabonificando due tratti compresifraSan-ta Maria delle Mole e via Capanne di Marino, successivamente sarà la volta di un'areaalT altezza di via di Fioranello. Al termine di questi interventi, tutto il tracciato compreso all'interno del parco regionale istituito nel 1988, 16 chilometri da porta San Sebastiano a Frattocchie, sarà percorribile a piedi o in bicicletta senza interruzioni. E i visitatori potranno scoprire oltre alla via consolare degli eserciti e dei commerci, anche la strada dei pellegrini. «Un primo passo per dare all'Appia Antica la stessa dignità del Cammino di Santiago di Compostela in Spagna o della via Francigena, altro percorso storico che collegava il centro e il nord d'Europa a Roma - dice Marco Di Fonzo, presidente dell'ente parco -Noi possiamo agire solo all'interno del parco, ma chiediamo da tempo che ilparlamento riprenda la proposta di legge firmata dai rappresentanti di tutto l'arco politico per recuperare e valorizzare l'intero percorso della Regina Vìarum, che attraversa tre regioni fino a Brindisi». Del progetto fa parte anche il volume "La Via Appia. Regina via-rum, Via peregrinorum", edito dall'ente parco e scritto da mon-signor Pasquale lacobone, docente alle pontifìcie università Gregoriana e Lateranense, che verrà presentato alle 18 di oggi nella sala conferenze di Villa Malta, in via di Porta Pinciana 1. Sarà presente anche il cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio consiglio della cultura. Dal li bro apprendiamo, per esempio, che i pellegrini venivano a Roma il 29 giugno, per la festa dei santi Pietro e Paolo, il 10 agosto e il 13 agosto per celebrare i martiri Lorenzo e Ippolito. E venivano da ogni parte dell'Impero. Ma sono solo alcune delle occasioni più famose. Tutto l'anno, in realtà, i devoti percorrevano la strada. San Girolamo, a Roma per motivi di studio nel 360 dopo Cristo, racconta che si recava ogni domenica alle tombe dei martiri. I fedeli si fermavano in preghiera alle Catacombe di San Sebastiano, dove per alcuni anni furono conservate le spoglie di Pietro e Paolo, prima di essere trasferite nelle rispettive basiliche costruite apposta, oppure alle catacombe di San Callisto, dove erano le tombe di santaCecilia e dei papi. O ancora, secoli dopo, alla chiesa del Quo vadis?, il luogo dove i vangeli apocrifi riferiscono che avvenne l'incontro fra Cristo e Pietro in fuga da Roma. Accanto alle catacombe i pellegrini si fermavano a mangiare dopo l'omaggio alle sepolture dei martiri. Si trattava di refrigeriti, cioè di pasti frugali. Lo testimoniano i numerosi graffiti, ne sono stati contati 640, trovati sui muri. Eccone un esempio: «Io, Tornio Celio, ho tenuto il refrigerium in onore di Pietro e Paolo». Alla fine delle persecuzioni, papa Damaso, nella seconda metà del IV secolo dopo Cristo, promosse una politica di riscoperta e valorizzazione dei luoghi dei martiri. Per esempio, fece costruire sale di discesa e di salita, passaggi più agevoli, percorsi orientati. Intanto, l'Appia stava per acquisire un altro ruolo: nel Medioevo sarebbe diventata la strada verso Gerusalemme.
L'Appia antica con i suoi santuari torna ad essere la via dei Pellegrini
L'Appia Antica, una delle vie consolari più antiche di Roma, è stata per secoli un itinerario di pellegrinaggio per i devoti che si recavano ai luoghi di sepoltura e di persecuzione dei santi. Il percorso è stato frequentato da pellegrini provenienti da tutto l'Impero, che si fermavano alle Catacombe di San Sebastiano, San Callisto e al Quo vadis?. I pellegrini si fermavano anche a mangiare refrigeriti, come pasti frugali, e lasciavano graffiti come testimonianza del loro passaggio. Nel Medioevo, l'Appia Antica sarebbe diventata la strada verso Gerusalemme.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo