ATESSA Gli scavi per impiantare un pilone dell'elettrodotto Villanova-Gissi portano alla luce una necropoli italica definita dagli esperti un «importante ritrovamento archeologico». Il luogo del rinvenimento è Rigatelle Bassa, in prossimità del pilone 126. Si tratta di dodici tombe, di cui dieci a fossa e due a "cappuccina", queste ultime già violate da pregressi lavori agricoli. Le tombe a cappuccina mutuano il nome dalla loro forma che ricorda un cappuccio da frate. La tomba è formata da una copertura (tegole o lastroni di pietra uniti al vertice). Nelle tombe sono stati rinvenuti diversi corredi funerari, maschili e femminili, alcuni dei quali rari. Il materiale a prima vista è databile al quinto-quarto secolo avanti Cristo, quindi al periodo Italico. Le tombe si trovano a una profondità di un paio di metri dal piano di calpestio. «È una scoperta notevole soprattutto da un punto di vista antropologico, che colma una lacuna», afferma Amelia Faustoferri, ispettrice di zona della Soprintendenza archeologia dell'Abruzzo, «Terna, durante i lavori per impiantare i piloni, si è sempre servita di un'equipe di archeologici che hanno riconosciuto subito il notevole interesse dei ritrovamenti. Una delle sepolture sarà portata via per essere trattata in un laboratorio dell'università di Camerino con cui abbiamo fatto una convenzione. A occuparsene sarà l'antropologa Isolina Marota». Il ritrovamento della necropoli è stato tenuto nascosto per circa due mesi. Sul posto, nel frattempo, hanno lavorato gli archeologi della Parsifal di Vasto. L'idea è di esporre i corredi funerari in una mostra. La zona di Rigatelle è a vocazione agricola, fertile e ventilata. Non distante dalla necropoli ci poteva essere un insediamento abitativo che viveva di agricoltura e di scambi commerciali. L'area è vicina al fiume Osento ,che ha la foce in prossimità dei resti del monastero di Santo Stefano in Rivo Maris, a Casalbordino, mentre il suo corso si snoda fino a Monte Pallano, centro importante al quale tutti gli altri insediamenti minori, compreso quello di Rigatelle, afferivano. Pallano (famose sono le Mura Megalitiche del IV secolo a.C.), per la sua morfologia e l'eccezionale posizione, ricopriva inevitabilmente un ruolo centrale nella difesa militare del territorio, poiché dalla sua cima si può controllare pienamente tutto il territorio frentano e quello vastese, allungando lo sguardo fino al mare Adriatico. A Costa di Serre, non lontano dall'area dei recenti ritrovamenti archeologici, alcuni anni fa furono trovate altre tombe italiche. «Terna», precisa l'azienda, «ha ormai completato il cantiere e ha confermato l'impegno a supportare le iniziative di valorizzazione dei ritrovamenti».
Gli scavi per l'elettrodotto portano alla luce 12 tombe
Gli scavi per impiantare un pilone dell'elettrodotto Villanova-Gissi a Rigatelle Bassa hanno portato alla luce una necropoli italica con dodici tombe, di cui dieci a fossa e due a "cappuccina". Le tombe sono state datate al quinto-quarto secolo a.C. e contengono diversi corredi funerari, maschili e femminili. La scoperta è considerata importante soprattutto da un punto di vista antropologico, poiché colma una lacuna. Le tombe sono state trovate a una profondità di due metri dal piano di calpestio. Una delle tombe sarà portata via per essere trattata in un laboratorio dell'università di Camerino.
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