SAN ROMANO La teca che doveva proteggere la Madonna con il Bambino non ha retto ai colpi inferti dai ladri, probabilmente con un bastone. E la statua di legno raffigurante la Madonna è caduta in avanti ed è rimasta danneggiata. Così l'ha trovata, nel cuore della notte, il padre guardiano del santuario del Divino Amore a San Romano di Montopoli, Valentino Benedetto Ghiglia. Il religioso, alle 3 di notte, ha sentito suonare l'allarme ed ha capito subito cosa stava succedendo. Non è la prima volta che il santuario viene preso di mira dai ladri. I frati, specialmente dopo gli ultimi due saccheggi, evitano di lasciare monili preziosi e altri ex voto sulla statua della Madonna con Bambino che, evidentemente, colpiscono gli interessi dei malviventi. Alla fine nelle mani degli autori dell'atto sacrilego sono rimaste due corone di ottone, di modesto valore economico. Ma che rappresentano una profonda ferita per la comunità. Gli autori del furto hanno scardinato una porta sul retro e da qui sono arrivati in chiesa. Nella fretta di strappare gli ornamenti che credevano preziosi hanno fatto cadere la venerata Madonna, risalente, come hanno spiegato i frati, al 1100 e che da tanti anni viene custodita nella cappella. Le modalità con cui è avvenuto l'oltraggio alla chiesa saranno accertate dai carabinieri della compagnia di San Miniato che si occupano delle indagini. Gli autori del furto potrebbero avere usato un bastone, un piede di porco, così come un piccone, per rompere la teca con vetro anti sfondamento. L'allarme, potenziato anche dopo l'ultimo furto del gennaio scorso, è scattato immediatamente. Il padre guardiano è entrato subito in chiesta e in pochi minuti è arrivata sul posto anche una pattuglia dei carabinieri. «Per noi è una gravissima offesa dice padre Valentino Benedetto Ghiglia, che incontriamo poco prima della messa delle 11 e che anche all'omelia è tornato sulla vicenda Quando sono entrato nella cappella i ladri erano già fuggiti. Ho fatto togliere la Madonna con il Bambino perché sono stati scheggiati in alcune parti. Il danno dal nostro punto di vista è gravissimo. Pregheremo perché gli autori di questo gesto si convertano». «Dispiace che la nostra parrocchia sia di nuovo colpita da un fatto così grave dice il presidente della consulta di San Romano, Bernardo Carannante, tra i primi ad arrivare al convento ci sentiamo violati in casa nostra e questo rende ancora più difficile da accettare il gesto». I frati nei prossimi giorni coinvolgeranno anche la Soprintendenza per valutare l'intervento che sarà necessario per il restauro dell'immagine sacra, portata nelle processioni organizzate dal santuario. Nicola Mastroberti del consiglio pastorale condanna l'episodio: «È una grave offesa per tutti noi, siamo molto legati a questa immagine». E un altro parrocchiano, quasi in lacrime, Tiziano Bonistalli, aggiunge: «È come se ci fosse un accanimento verso la nostra comunità».