In quarta di copertina le nostre coppie di foto, fra presente e amarcord delle banchine livornesi, contrappuntano i testi con brani pescati fra quanto hanno scritto del nostro porto alcune fra le intelligenze più acute dell'Otto-Novecento europeo, grandi scrittori e famosi giornalisti tanto dell'oggi quanto dell'altroieri. Segno che la nostra città - più precisamente: il nostro porto - erano nel radar dei viaggiatori del Gran Tour. Eppure per Livorno i turisti sono una scoperta recente così come, in senso speculare, lo è Livorno per i turisti. Per capirci: l'annuario statistico municipale di trent'anni segnala che in tutti gli alberghi della città c'erano non più di una sessantina di presenze straniere al giorno (e, se tenendo fuori dal mazzo i francesi e i tedeschi, sarebbero bastate le dita delle mani per contarle). La differenza fra le due immagini è grande e allo stesso tempo neanche così tanto: da un lato, si vede che sono passati praticamente quasi ottant'anni; dall'altra, il silos è sempre lì. Solo che nella immagine amarcord serviva a qualcosa: diventerà un polo importante del commercio di grano e cereali, tant'è vero che dopo la guerra raddoppierà (e ancora oggi la sagoma è più del doppio di quella che notiamo nell'inquadratura meno recente in bianco e nero). Adesso no: è inutilizzato da più di vent'anni, si spera di farne una grande testimonianza di archeologia industriale. In realtà, non è altro che un pachiderma addormentato da decenni, che ha avuto la mazzata finale con i guai dell'ultimo utilizzatore (il gruppo Casillo). Non rimane se non come emblema di una trasamndatezza che davvero non rappresenta un bel biglietto da visita per il nostro porto: soprattutto per i turisti che arrivano dal mare e proprio qui finiscono spesso per attraccare. Il raffronto fra le due immagini ci mostra anche la differenza delle navi. Ottant'anni fa le complesse apparecchiature che dovevano prelevare i cereali dalle stive avevano a che fare con navi di limitate dimensioni: potremmo accorgercene anche guardando la banchina con l'antico cannone piantato sul ciglio come fosse una sorta di bitta. La darsenetta era chiusa lato mare: segno che per le navi non doveva essere un problema muoversi entro quegli spazi limitati. A distanza di tanto tempo, ecco che nello stesso punto troviamo un gigante per il trasporto dei passeggeri. La stazza lorda non è nemmeno paragonabile. La riprova? Il fatto che è stato necessario aprire la darsena verso il mare: anzi, oggi non sarebbe neanche immaginabile ritrovarsi nella zona dell'ex Punto Franco con una banchina che lo chiudesse dal lato del mare... In un caso, c'era il frumento come merce da sbarcare. Nell'altro caso, oggi, invece la "merce" è rappresentata dai turisti: magari attesi a terra da una infinità di tentazioni da acquistare, che si tratti della gita a Firenze, d'un negozietto ad uso di shopping o altro ancora. Anzi, è nei progetti di intensificare quest'attenzione ai turisti. Basti dire che, anche per iniziativa della Regione Toscana in tandem con l'Authority, si punti a realizzare a terra una "vetrina toscana": un luogo cioè in cui, ad esempio, i croceristi o comunque chi entra in Toscana passando da quella porta che è il porto di Livorno possa non scappar via ma fermarsi a entrare in rapporto con i prodotti e le eccellenze del territorio. La chicca è stata la sfilza di spettacoli di "Cavalleria rusticana", capolavoro di Mascagni, che nei mesi scorsi hanno conquistato il cuore di una folla di turisti. Il "port center" con il museo del porto in Fortezza Vecchia farà il resto.
LIVORNO - Il gigante addormentato nel cuore del porto
Livorno è un porto italiano che era molto importante nel passato, ma negli ultimi anni ha subito una trasformazione. Gli alberghi della città avevano poche presenze straniere, ma negli ultimi trent'anni è aumentato il numero di turisti. Il porto è cambiato anche in termini di attività: le navi che una volta caricavano grano e cereali adesso sono sostituite da navi per il trasporto dei passeggeri. La darsena è stata aperta verso il mare per accogliere le navi più grandi. Il porto è anche diventato un luogo di shopping e di attrazioni turistiche, con progetti per creare una "vetrina toscana" per i turisti.
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