All'Università di Siena si lavora per sistemare documenti e avviare lo studio di reperti. Ma gli archeologi di "Uomini e Cose a Vignale" sono impegnati pure nella ricerca di nuovi fondi per proseguire lo studio il su villa romana, mosaico e - insieme - quello di archeologia pubblica. Niente da fare per Interfacce: non è tra i dieci promossi dal voto on line del bando Che Fare. «Sfida grande per un microterritorio dice Elisabetta Giorgi, da sempre impegnata sul sito ma ci abbiamo provato. A sostenerci oltre 2mila persone. Non ce l'abbiamo fatta per un soffio. Meglio un risultato diverso, ma è stata una corsa entusiasmante. Abbiamo coinvolto tante associazioni, incontrato persone che hanno fatto il tifo per Interfacce e per una archeologia che non sia più una questione di cose polverose, ma un modo per scoprire che il nostro passato è qualcosa di vivo che si può toccare, una chiave di lettura che ci può aiutare a comprendere il presente e progettare il futuro di un territorio e di una comunità. Ora siamo alla ricerca di altre opportunità per sostenere il nostro progetto perché crediamo nell'importanza di costruire un ponte tra il nostro passato e la contemporaneità. Anche questo è fare archeologia oggi». (c.c.)
PIOMBINO - Villa romana, si cercano fondi
L'Università di Siena lavora per sistemare documenti e avviare lo studio di reperti. Gli archeologi di "Uomini e Cose a Vignale" cercano nuovi fondi per studiare la villa romana, il mosaico e l'archeologia pubblica. Interfacce, un progetto di archeologia, non è stato promosso dal bando "Che Fare" e non ha ottenuto i fondi richiesti. Nonostante ciò, il progetto ha coinvolto molte persone e associazioni, e gli archeologi continuano a cercare nuove opportunità per sostenere il loro progetto. Credono nell'importanza di costruire un ponte tra il passato e la contemporaneità attraverso l'archeologia.
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