ART sharing, ovvero di come musei diversi oggi possono unire le forze a reciproco vantaggio e con esiti senza precedenti. È quello che è appena accaduto con "l'operazione Rembrandt" firmata dal Louvre e dal Rijksmuseum di Amsterdam che con uno sforzo congiunto hanno affrontato la trattativa con la famiglia Rotschild e assicurato alle rispettive collezioni pubbliche I ritratti di nozze di Marlen Soolmans e di sua moglie, Oopjen Coppit, dipinti dal grande artista olandese. Mossa felice per entrambi i musei, che difficilmente sarebbero riusciti a portare a casa questo risultato separatamente, e che d'ora in avanti, comproprietari di fatto di questi capolavori, li esporranno a turno. Nell'epoca della sharing economy, la logica che prende piede anche nel mondo dell'arte è quindi proprio quella della condivisione, che non solo sostiene maxi- operazioni come quella citata, ma "ispira" anche progetti di diversa entità e natura, contribuendo tra l'altro a "vivacizzare" il panorama dell'offerta delle collezioni permanenti. È il caso, venendo a noi, dello scambio tra Palazzo Madama e Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli: arrivano a Torino l'Adorazione dei Magi del Maestro degli Annunci ai pastori (1635 circa), Tobia che ridona la vista al padre di Hendrick de Somer (1635 circa) e il San Giorgio di Francesco Guarino (1645 1650 circa). Palazzo Madama "ricambia" con uno tra i suoi più celebri capolavori, il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, a Napoli a partire dal 5 dicembre. Un gemellaggio che ha già un significato e un impatto notevole: in termini di visibilità per le istituzioni culturali e le città coinvolte, di "racconto" che si costruisce intorno alle opere portandole al di fuori della loro tradizionale collocazione, e infine per il ruolo che gioca nel creare una nuova attitudine alla collaborazione nel nostro mondo. È evidente che quello del Louvre e del Rijksmuseum è un esempio compiuto di applicazione della sharing economy al mercato dell'arte ma va guardato come una new frontier possibile. Condividere l'acquisto di opere, servizi o anche tecnologie risponde a un bisogno: significa reagire creativamente alla contrazione di risorse, promuovere efficacemente ciò che si possiede e, non ultimo, attrarre investimenti. In sostanza, fare sistema per creare sviluppo.