L'ANALISI UNA piccola grande impresa. Un luogo, fisico e immaginario, a cui in qualche modo tutti i fiorentini sono affezionati che si lega a una lunghissima storia di solidarietà e soccorso per i malati iniziata nel 1440, quando l'originaria struttura di via de' Malcontenti era adibita a lazzeretto. Il nome Montedomini fin da allora evoca l'idea dell'impegno dedicato ai malati, agli anziani, alla parte più fragile della società. Ma oltre a questo rappresenta anche molto altro, come spiega il direttore Emanuele Pellicanò. Dal punto di vista giuridico è una Asp, azienda di servizi alla persona con un bilancio da 15 milioni, "braccio operativo" del Comune per le politiche rivolte alla terza età. In totale ci sono 40 dipendenti assunti e 150 esternalizzati. Il consiglio di amministrazione, ora presieduto da Luigi Paccosi, è composto da 5 membri di cui 3 nominati dal sindaco di Firenze, 1 dalla Provincia e 1 dall'arcivescovo. Tra i servizi offerti ci sono il telecare per l'assistenza a domicilio e il centro diurno Athena per i malati di Alzheimer. L'attività principale si svolge nelle Rsa, residenze sociali assistite. Due sono in via de' Malcontenti, un'altra, San Silvestro in Borgo Pinti, è stata da poco ristrutturata. Al Galluzzo Principe Abamelek, un'altra struttura che si occupa sia dell'assistenza ai non autosufficienti che agli anziani autonomi. Nel complesso sono 240 i posti letto garantiti. A questi centri si affiancano le proprietà immobiliari che fanno parte del patrimonio culturale e artistico dell'istituto, a cominciare dall'educatorio del Fuligno in via Faenza, dell'ex orfanotrofio del Bigallo in piazza San Giovanni a cui sono collegati la Loggia e il museo, l'istituto Sant'Agnese di via Guelfa, l'oratorio di San Francesco in via Palazzuolo, l'istituto Sant'Ambrogio in via Carducci, il complesso di Bracciatica a Lastra a Signa. Ognuno di questi luoghi conserva opere d'arte, affreschi e dipinti di interesse culturale, tra cui il crocifisso ligneo di Benedetto da Maiano nel cenacolo del Fuligno e l'affresco di Galileo Chini "Rimembranze garibaldine" al piano terreno di Montedomini. Oltre a gestire, in collaborazione con la soprintendenza, questa impressionante quantità di edifici vincolati, Montedomini dispone di circa 250 immobili tutti suoi - la maggior parte a Firenze - che sono frutto di lasciti ereditari oppure acquisizioni realizzate dalle ex Ipab. Il programma delle alienazioni deliberato dal precedente cda è esaurito e probabilmente non saranno decise altre vendite. Unica eccezione la Colonia Barellai a Talamone, che è ancora in cerca di un compratore. L'intenzione è di investire i soldi ricavati dagli affitti per migliorare la qualità dei servizi, oltre che utilizzare parte degli immobili per accogliere famiglie disagiate e con malati gravi a carico. Accanto alla sede di via de' Malcontenti c'è una proprietà della Asl di Firenze che lì vorrebbe mettere in piedi un presidio territorial per pazienti fragili. Nascerebbe così un'area nuova dedicata agli anziani. Dal punto di vista economica i conti di Montedomini sono tornati a posto due anni fa, quando dai 4 milioni di perdita nel 2009 si passò ad un utile di 202 mila euro nel 2013. Ma gli incassi degli affitti sono vitali per mandare avanti le attività. Nel 2011 l'assessore di Palazzo Vecchio Stefania Saccardi avviò "un'operazione trasparenza" sugli affitti di Montedomini e ordinò di disdettare quelli in scadenza per rivalutare i canoni ai prezzi di mercato.