LÌ dove oggi, alzando gli occhi, si incontra il cielo bisogna immaginare la terza cupola più grande di Roma. Collassata, quasi interamente, nel 1828. E poi, ancora, erosa da piccoli crolli fino a ridursi in un secolo del 50. Ma a contrastare il degrado dell'aula monumentale di Minerva Medica, bellezza fragile e maestosa oggi chiusa fra i binari del tram e quelli del treno su via Giolitti, è stato il restauro iniziato nel 2012 dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo. Che domenica festeggia (con un'apertura straordinaria, solo su invito) la conclusione della sua prima tappa: la messa in sicurezza, con il consolidamento delle fondazioni e l'integrazione della parte mancante del tamburo sotto la volta, «costata finora circa 2 milioni» ha spiegato il soprintendente Francesco Prosperetti. Uno step indispensabile per intervenire ora ha raccontato Marina Magnani, direttrice dei lavori «sulle cortine murarie e sull'opus sectile di cui rimangono tracce all'interno». Ma anche per poter aprire in futuro il monumento al pubblico. In parallelo hanno spiegato Mariarosaria Barbera, responsabile del procedimento, e Salvo Barrano, coordinatore delle indagini archeologiche «abbiamo avviato uno scavo più esteso per comprendere cosa ci fosse prima della costruzione dell'aula nel IV secolo ». E il "paesaggio" che i resti del I e II secolo hanno permesso di ricostruire è quello di un'area occupata da Horti e giardini di residenze dell'aristocrazia. Su queste preesistenze fu costruita l'aula, con funzioni di rappresentanza, che faceva probabilmente parte di un grande complesso. Anche se ancora non è chiaro se si trattasse del Sessorium di Costantino, che occupava il luogo dove oggi sorge la Basilica di S. Croce, o di una villa aristocratica. Di sicuro, hanno spiegato Barbera e Magnani, «si tratta di un'architettura sperimentale e ardita, che anticipa quella costantiniana come dimostrano le decorazioni policrome, il grande risalto dato alla luce e le murature che si assottigliavano sviluppandosi in altezza». Proprio questa complessità sarebbe stata una delle sue "maledizioni": già nel IV secolo, infatti, mostrò problemi strutturali. Aggravati poi dalle spoliazioni e dall'abbandono. E oggi dalle vibrazioni del trenino Laziali- Centocelle, che il soprintendente si augura «possa essere tolto, quando sarà completata la metro C». L'aula, infatti, «potrebbe entrare a far parte di un itinerario costantiniano che comprenda Santa Croce in Gerusalemme e il mausoleo di Sant'Elena a Torpignattara, che ha aggiunto Prosperetti sarà visitabile per il Giubileo».
Minerva Medica salvata dalla rovina la terza cupola dell'antica Roma
Il Colosseo di Roma ha subito un restauro iniziato nel 2012 dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo. La prima tappa del restauro è stata la messa in sicurezza, con il consolidamento delle fondazioni e l'integrazione della parte mancante del tamburo sotto la volta. Il costo del restauro è stato di circa 2 milioni di euro. In parallelo, sono stati avviati scavi più estesi per comprendere cosa ci fosse prima della costruzione dell'aula nel IV secolo. I resti del I e II secolo hanno permesso di ricostruire il "paesaggio" di un'area occupata da Horti e giardini di residenze dell'aristocrazia.
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