Il sindaco promette l'apertura di Palazzo Bombardieri: investire in cultura, fuori i reperti di Vada porto di Volterra VADA. La promessa del sindaco Alessandro Franchi è un'altra riapertura: dopo il palasport Balestri di via Nievo a Rosignano Solvay, dopo il teatro Ordigno sulla via Aureia Nord di Vada, Franchi annuncia davanti alla platea dell'Ordigno la prossima riapertura del museo archeolgicxo di Rosignano Marittimo, Castello, Palazzo Bombarrdieri. E fissa già una data: «Vorremmo aprirlo per giugno». Il sindaco, vadese, non si dimentica di ricordare che all'interno del museo ci sono reperti importanti di scavi condotti sul territorio che rappresentano un pezzo di Vada Volaterrana, quando Vada era il porto di Volterra. E garantisce l'impegno dell'amministrazione affinchè si facciano presto i lavori di adeguamento alle normative in materia di sicurezza anche per Palazzo Bombardieri. Che non può restare chiuso ancora a lungo. Un danno per il turismo. Il Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo - si ricorda - è nato nel 1955, ad opera del locale Gruppo Archeologico, per accogliere i corredi di alcune tombe di età ellenistica rinvenute a Castiglioncello e si è ampliato, in seguito, con reperti provenienti dal territorio comunale. «Gli scavi al quartiere portuale di S. Gaetano di Vada, condotti dallo stesso gruppo, tra il 1957 e il 1979 - come si legge sul portale di palazzo civico - dotano il Museo del suo nucleo più consistente. Con l'inizio degli anni '80 il Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico dell'Università di Pisa, assume la direzione scientifica degli scavi di San Gaetano e parallelamente inizia un'ampia ricognizione topografica del litorale e della valle del fiume Fine cui fa seguito, qualche anno dopo, l'indagine sistematica dell'intera Valle del Cecina ad opera del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa e dai musei di Volterra e Rosignano». Il nuovo Museo, inaugurato nel 1996 nel cinquecentesco Palazzo Bombardieri, è nato dall'incontro di queste esperienze e si è progressivamente arricchito grazie a numerose altre ricerche e scavi condotti soprattutto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Con una particolare attenzione al rapporto fra l'uomo e l'ambiente e alla vocazione marittima del territorio, il Museo ripercorre la storia degli insediamenti e dello sfruttamento delle risorse della fascia costiera compresa tra Castiglioncello e il fiume Cecina e del suo entroterra, dalla preistoria al Medioevo. L'esposizione, dal carattere fortemente didattico ed arricchita da ricostruzioni, plastici e strumenti multimediali, vuole anche essere un'introduzione alla visita del territorio, suggerendo itinerari e percorsi alla riscoperta della storia e delle tradizioni di un paesaggio variegato e suggestivo». Sono ospitati anche materiali provenienti dalle ricerche di archeologia subacquea lungo la costa. Al piano terra è ricostruita, secondo attenti criteri filologici, una villa romana del I secolo d.C. in più sale, completa di mobilio e oggetti della vita quotidiana. Insieme al museo archeologico di Rosignano si ricorda la presenza sul terriutorio di un altro museo, più piccolo ma non per questo meno importante, a Castiglioncello, voluto già nel 1908 dal Soprintendente alle Antichità dell'Etruria Luigi Milani.
VADA - A giugno anche il museo archeologico
Il sindaco di Vada, Alessandro Franchi, ha promesso di aprire il Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo, Castello, Palazzo Bombardieri entro giugno. Il museo, che ospita reperti di scavi condotti sul territorio, è stato chiuso per lavori di adeguamento alle normative in materia di sicurezza. Il sindaco ha garantito l'impegno dell'amministrazione per completare i lavori presto. Il museo è stato inaugurato nel 1996 e ripercorre la storia degli insediamenti e dello sfruttamento delle risorse della fascia costiera della Toscana. Il museo ospita anche materiali provenienti dalle ricerche di archeologia subacquea lungo la costa.
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