L'INTERVISTA IL COLONNELLO ALBERTO DEREGIBUS DAL NOSTRO INVIATO VERONA. «È un furto anomalo, che in Italia, almeno nei musei civici, non ha precedenti». Il Colonnello Alberto Deregibus è vicecomandante del Nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri. Perché anomalo? «Riuscire a rubare 17 opere, molte di grande valore, da un museo civico, è raro. Ci sono stati solo 4 furti di questo tipo nel 2014. C'è sempre una guardia armata, ci sono telecamere». Banda di professionisti? «Gente preparata». Si pensa a un furto su commissione. «Non escludiamo nessuna ipotesi. Ma se è una commissione è irrituale. Diciassette quadri». Troppi? «Un furto su commissione è più mirato. Può anche essere stata una banda di balordi che ha fatto questo ragionamento: intanto rubiamoli, poi vediamo ». Se e come riuscire a venderli «Esatto. Ma queste opere ora non hanno mercato, perché in ogni punto vendita del mondo, un esperto sa riconoscere un Mantegna o un Tintoretto ». E in futuro? «Passato un po' di tempo potrebbero essere piazzate magari all'estero. I momenti di debolezza della filiera sono i passaggi delle opere. È lì che cerchiamo di arrivare». Quante possibilità ci sono di recuperare i dipinti? «Dipende. I ladri hanno due problemi: il primo è piazzarli .Se pensiamo all'estero, non è facile esportarli. Bisogna distinguere furto e ricettazione. Il valore artistico ed economico dei dipinti rende la vita più difficile ai ricettatori ». ( p. b.)