IN questi giorni chi passa dagli aeroporti toscani li trova ingombri di improbabili, enormi cartelloni pubblicitari in cui si celebra una «Divine Tuscany» con foto corredate da imbarazzanti parodie in inglese dei versi danteschi. Come è noto, modificare l'immaginario significa sul medio periodo modificare la realtà. E ora probabilmente anche noi crediamo che la Toscana sia una grande location di lusso a disposizione di chi può pagare: un posto dove i magnati del petrolio noleggiano le piazze per farci le feste private (ma senza elefanti, per carità!), e dove puoi comprarti un castello medioevale nel cuore del Chianti, e fartici installare una vasca a idromassaggio da esterno, tra la torre e la chiesa. No, nemmeno questo è un exemplum fictum. È ciò che succede a Vertine, un borgo di fondazione altomedioevale, in comune di Gaiole. Qui qualche anno fa la diocesi di Fiesole ha venduto la chiesa a privati: un pezzo di storia comune che usciva dall'orizzonte del futuro di una comunità. Poco tempo dopo i nuovi proprietari hanno avviato una raccolta di firme. in cui i paesaggi toscani sembrano quelli psichedelici del Signore degli anelli, per chiedere che a San Bartolomeo tornasse la Madonna della Misericordia attribuita al giovane Simone Martini, che oggi si trova nella Pinacoteca di Siena e che fu realizzata appunto per la pieve di Vertine. Per fortuna l'iniziativa non è riuscita: perché sarebbe stato a dir poco singolare esporre un'opera pubblica in un luogo ormai privatizzato. In questo caso, tuttavia, non vale il claim commerciale «No Martini? No party»: perché nonostante che il (Simone) Martini non sia arrivato, un certo clima da festa di lusso aleggia a Vertine. Da poco è infatti comparso un cartello che annuncia la costruzione di una vasca da idromassaggio nel vecchio orto del prete, proprio tra la chiesa e la torre: con tanto di parere positivo della Soprintendenza. E c'è davvero da chiedersi cosa ci stia a fare una soprintendenza, se nonostante i fiumi di retorica sulla bellezza del Chianti si piega ad autorizzare una simile follia. La proprietà privata non è assoluta, quando ci sono di mezzo «il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione (art. 9 Cost.): una superproprietà collettiva di tutti gli italiani insiste su quegli stessi luoghi è questa la base concettuale e giuridica dei famosi vincoli , e impedisce di alterarli, distruggerli, cancellarli. Per di più, dove ora si vuol costruire la mini piscina con le bolle, il 17 luglio 1944 cinque cittadini di Vertine furono uccisi dai nazisti in ritirata. Quello stesso giorno gli americani liberarono questo piccolo paese, e un suo cittadino, Mariano, li convinse a non entrare con i blindati dalla porta medioevale, per non danneggiare le mura. Oggi ci mancano l'intelligenza e il coraggio di quel Mariano, e l'arbitrio assoluto del mercato può farci quello che non fecero i carri armati Usa, lasciandoci a vivere in una Toscana di lusso: finta, e brutta, come quella delle pubblicità.