Si è parlato di Signa Maris anche a Milano, nell'ambito di Expo 2015, nel convegno dal titolo "L'Economia del mare per lo sviluppo del Paese" del 28 ottobre u.s. Obiettivi prioritari dell'incontro, agevolare il dibattito scientifico ed imprenditoriale sul tema dell'Economia del mare, una delle aree identificate nella Smart Specialization Strategy, e individuare le nuove opportunità di sviluppo per i nostri territori in coerenza con gli obiettivi della nuova programmazione dei Fondi UE 2014-2020 per l'Economia del mare Molto interessanti le esperienze nazionali e internazionali in ambito di sicurezza, tutela e valorizzazione della risorsa mare e altrettanto qualificate le testimonianze raccolte sul ruolo che il nostro Paese riveste nell'Economia del Mare. Infatti, come reso noto dal Ministero dell'Ambiente, al fine dell'istituzione di un'area marina protetta, bisogna in primis individuare un tratto di mare che viene denominato " area marina di reperimento". Una volta avviato l'iter istruttorio, il tratto diventa "Area marina protetta di prossima istituzione". A iter concluso, poi, le Aree marine protette sono istituite (ai sensi delle leggi n. 979 del 1982 e n. 394 del 1991) con un Decreto del Ministro dell'Ambiente che contiene la denominazione e la delimitazione dell'area, gli obiettivi e la disciplina di tutela a cui è finalizzata la protezione. Le Aree marine protette sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa ad essi prospicenti che presentino un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono ovvero da un ambiente marino avente rilevante valore storico, archeologico-ambientale eo culturale. Ogni Area marina è suddivisa in tre tipologie di zone, A B e C, che presentano diversi gradi di tutela. Gli ambiti di maggior valore ambientale ricadono nelle zone di riserva integrale (zona A) e ad essi si applicano in modo rigoroso i vincoli stabiliti dalla legge. Con le zone B e C, invece, si vuole assicurare una gradualità di protezione attuando delle eccezioni a tali vincoli al fine di coniugare la conservazione dei valori ambientali con la fruizione e l'uso sostenibile dell'ambiente marino. Le tre tipologie di zone sono delimitate da coordinate geografiche e riportate nella cartografia allegata al Decreto istitutivo. Nel dettaglio: - La Zona A è una riserva integrale interdetta a tutte le attività che possano arrecare danno o disturbo all'ambiente marino ed è il vero cuore della riserva. In tale zona, individuata in ambiti ridotti, sono consentite in genere unicamente le attività di ricerca scientifica e le attività di servizio. - La Zona B è una riserva generale dove sono ammesse, spesso regolamentate e autorizzate dall'organismo di gestione, una serie di attività che, pur concedendo la fruizione dell'ambiente, influiscono su di esso con il minor impatto possibile. Anche le zone B, di solito, non sono molto estese. - La Zona C è una riserva parziale che rappresenta la fascia tampone tra le zone di maggior valore naturalistico e i settori esterni all'area marina protetta, dove oltre a quanto già consentito nelle altre zone, sono ammesse attività di fruizione e uso sostenibile del mare di modesto impatto ambientale. La maggior estensione dell'area marina protetta in genere ricade in zona C. Signa Maris: tutela e valorizzazione delle Aree Marine Protette Partendo per un viaggio nelle quattro Regioni in cui è presente Signa Maris, scopriamo che la Sicilia possiede alcune tra le più suggestive riserve marine del mar Mediterraneo. La Riserva Marina Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, sulle coste settentrionali dell'isola, è stata istituita nel 2002 per tutelare la fauna marina dall'altissimo valore scientifico e biologico, ed è circondata da due Riserve Naturali. La qualità delle sue acque è percepibile anche grazie a una sorta di piattaforma (trottoir a vermeti) che si estende verso il mare e che si è formata in seguito alla cementificazione di gusci di molluschi appartenenti alla famiglia dei Vermetidi. È tipica del mar Mediterraneo e la sua importanza risiede nel fatto di modificare, in qualche modo, le caratteristiche delle coste e di creare nuovi spazi. I fondali di questa Riserva Marina sono molto interessanti data la presenza di diverse grotte e depressioni che favoriscono la presenza di innumerevoli specie di pesci quali saraghi, scorfani, labridi, corvine, cernie e murene. È possibile incontrare anche il barracuda mediterraneo, meduse Rhizostoma pulmo (polmone di mare), ricciole, tonni e tartarughe della specie Caretta Caretta. Per quel che riguarda la flora, i fondali di questa porzione di mare ci offrono davvero uno spettacolo variegato e colorato fatto di alghe, coralli, gorgonie rosse e spugne del tipo axinella cannbina. Signa Maris: tutela e valorizzazione delle Aree Marine Protette Nell'estremo sud della Sicilia, in provincia di Agrigento, dove il continente africano si fa più vicino, troviamo l'arcipelago delle Isole Pelagie con la Riserva Marina omonima. Istituita al fine di dare protezione ai particolari esemplari di flora e di fauna che vivono in questi fondali, presenta la particolarità di avere diverse correnti, atlantiche e mediterranee, che favoriscono la biodiversità. Nelle zone rocciose, infatti, si possono trovare donzelle dai fianchi rosso-arancio-verde, scorfani, bavose, stelle marine, salpe, aguglie, polpi, cetrioli di mare, spugne, labridi quali viriole e tordi, saraghi, orate, e occhiate. Ma in queste acque vivono anche pesci di taglia grossa come le cernie, le leccie stelle, le ricciole e pesci di tana come murene e gronghi. Lì dove la Sicilia sta per abbandonarci, trova ancora un modo per stupirci la Riserva Marina di Plemmirio, infatti, istituita nel 2001, si estende sulle coste orientali a sud della città di Siracusa. Con l'istituzione di questa riserva si vogliono tutelare le biodiversità del mare che si dispiega avanti alla Penisola della Maddalena e Capo Murro di Porco. Il fondale è vario: da Capo Castelluccio a Punta Tavernara è basso e uniforme, mentre da Punta Tavernara a Capo di Murro Porco si fa più profondo e una serie di grotte ospitano coralli solitari, spugne, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci. È qui, in questa Riserva, che vivono le conchiglie più grandi del Mediterraneo, coralli coloniali e grosse cernie. Diversi studi effettuati dai biologi marini, annualmente osservano le condizioni dei grandi pesci pelagici quali tonni, ricciole, squali, delfini, balene e capodogli. Oltre la ricchezza della fauna questi fondali sono pieni di storia: qui infatti sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici dell'antica Siracusa. La Riserva Marina Isole Egadi è stata istituita nel 1991 con l'intento di dare protezione a tutte le specie marine che vivono nelle acque dei grandi canyon che separano le tre isole che compongono l'arcipelago: Levanzo, Favignana e Marettimo. La presenza di fondali misti, roccia e sabbia, ha determinato una biodiversità unica nel suo genere. A Favignana i fondali sono sabbiosi e ospitano la Posidonia e la Pavonica, due specie vegetali di grande rilevanza. Da non perdere Scoglio Corrente, Scoglio Palombo (dove si trova il relitto di una piccola nave mercantile), Capo Grosso (qui si trovano varie terrazze rocciose che favoriscono la presenza di diversi organismi animali e vegetali) e l'insenatura di Cala Rossa. In generale nelle zone di mare più profondo è possibile trovare aragoste e molluschi cefalopodi come polipi e polpi. In queste acque vive anche il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo che è una specie protetta e in via d'estinzione. Nelle vicinanze dell'isola di Marettimo si trovano, invece, diversi e coloratissimi organismi costruttori di barriere coralline. Nel territorio di Aci Castello, in provincia di Catania, è stata istituita, nel 1989, la Riserva Marina delle Isole Ciclopi. L'arcipelago è formato dall'isola Lachea, dal Faraglione Grande, dal Faraglione Piccolo e da altri quattro grandi scogli disposti a forma di arco di fronte ad Acitrezza. Il suo nome deriva da una leggenda che narra di Polifemo, infuriato, scagliare grossi massi contro la nave di Ulisse che sta fuggendo dopo averlo accecato. In questo mare e nei suoi fondali di pietra lavica trovano posto spugne, stelle rosse, lucci marini, saraghi e cernie, ma anche colonie di Astroides calycularis, le arborescenti Eunicella cavolinii e Seriola dumerili. Dove il fondale diventa più sabbioso è possibile incontrare i pesci pettine. Più in profondità si incontrano paramuricee e aragoste. A largo delle coste palermitane si trova Ustica, famosissima da anni per il turismo subacqueo. L'attività di protezione e tutela svolta su questa isola e sulle sue coste è esemplare. L'Area marina protetta Isola di Ustica - tra le prime Riserve Marine italiane - è oggi paradiso delle discipline subacquee e parco marino scientifico conosciuto in tutto il mondo. Nelle sue acque sono presenti ben il 50 delle specie di flora e fauna mediterranee e, nelle sue grotte e cunicoli, si nascondono saraghi e donzelle, paguri e cernie, polpi e molluschi. Anche in Puglia si trovano molte aree marine: sul versante ionico l'Area Marina di Porto Cesareo e, sul versante adriatico, quelle di Torre Guaceto e delle Isole Tremiti. L'Area Marina Protetta di Porto Cesareo, istituita con decreto del Ministero dell'Ambiente del 12 dicembre 1997, è dislocata nella parte orientale del golfo di Taranto che costituisce la zona più settentrionale del mar Ionio. Occupa una superficie marina di circa 17.000 ettari e si distende per circa 18 chilometri lungo la costa del comune di Porto Cesareo, per circa 6 lungo la costa del comune di Nardò e fino a circa 7 miglia dalla costa, tra Punta Prosciutto e Torre Inserraglio. Grazie ad un progetto di riqualificazione, vecchie torri di avvistamento lungo la costa saranno trasformate in punti di osservazione di tutta l'area e in centri di divulgazione per i visitatori. Sull'Adriatico, invece, troviamo l'Area Marina Protetta di Torre Guaceto che si estende su un'area di 2.240 ettari. Questo tratto di costa, lungo 6 chilometri, comprende un paesaggio dai forti caratteri mediterranei che dal mare scivola oltre le dune, attraverso la macchia mediterranea e le paludi, fino a un uliveto secolare. Ogni forma e colore del Parco é voluta e modellata dal mare. Il tratto di litorale che delimita l'Area Marina Protetta, nonostante sia relativamente breve, è caratterizzato da una linea di costa molto varia. In particolare, in corrispondenza del lato meridionale della Torre di Guaceto, la costa è lineare ed è costituita prevalentemente da una falesia argillosa; in prossimità della Torre poi, e per alcune centinaia di metri rispetto al lato settentrionale della stessa, la costa è caratterizzata da una piccola falesia rocciosa con contorni frastagliati che formano una serie di piccole insenature. Nel tratto successivo, continuando verso Punta Penna Grossa, la costa diventa bassa e sabbiosa. L'arcipelago delle Isole Tremiti, a 12 miglia marine al largo della costa settentrionale del Gargano, anch'esso nel Mare Adriatico, è composto da tre isole (San Domino, San Nicola e Capraia), da un isolotto (Cretaccio) e da alcuni scogli. L'antico nome "Isole Diomedee" deriva dall'eroe greco Diomede, il quale, secondo la leggenda, gettò in mare tre sassi poi riemersi come fossero isole. Dal 1989 le isole, dalla costa frastagliata e ricca di grotte, sono diventate riserva naturale marina. La più grande, quella di San Domino, è dedita al turismo e vi si trova l'unica spiaggia sabbiosa dell'arcipelago (Cala delle Arene). Signa Maris: il video Passando alla Campania, scopriamo l'Area Marina Protetta di Punta Campanella che si estende tra le province di Napoli e Salerno e attraversa i comuni di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Positano, Sant'Agnello, Sorrento e Vico Equense. E' un'area di rilevanza mondiale a livello paesaggistico, naturalistico e storico, creata per preservare uno dei tratti costieri più belli che l'Italia possegga. Il territorio protetto dal parco è caratterizzato da un'elevata biodiversità, che ha reso l'area oggetto di studi a livello mondiale. Qui è possibile osservare il raro fenomeno dell'inversione vegetazionale (ossia la disposizione invertita delle specie arboree rispetto all'altitudine), fenomeni carsici che hanno creato nel paesaggio calcareo numerose grotte oggi subacquee, come la Grotta della Cala di Mitigliano, e diversi endemismi botanici e faunistici. Ischia, Capri e Procida e la Penisola Sorrentina sono, inoltre, mete di passaggio di numerose specie di uccelli migratori, mentre punti di riferimento per chi ama il birdwatching sono Monte San Costanzo, Monte Sant'Angelo e la Malacoccola. Tra i monumenti storico-artistici l'Area custodisce le sontuose dimore di villeggiatura di epoca romana, il Santuario di Athena e le Torri Costiere. Punta Licosa è una località di mare che fa parte dell'Area Marina Protetta di Castellabate. E' un angolo di tranquillità circondato dal verde di una fitta macchia mediterranea, caratterizzata da tante spiaggette rocciose e da un magnifico mare a cui è consigliabile accedere muniti di scarpette di gomma. Con una barca si potrà arrivare all'isolotto di Licosa che prende il nome da una delle tre sirene dell'Odissea, Leucosia, e a cui sono dedicati i due concerti sull'acqua che si tengono ogni anno tra la punta e l'isolotto. Il Parco Sommerso di Baia, vicino Napoli, è stato invece il primo scavo di archeologia subacquea della storia grazie alla scoperta del Ninfeo dell'Imperatore Claudio. Baia dal II secolo a. C. fu scelta dai romani come luogo di villeggiatura esclusivo: ville, palazzi, strutture termali e un grande porto commerciale caratterizzavano la cittadina e se il mare non avesse inghiottito la costa molto di questo patrimonio sarebbe andato perduto. Nel golfo di Pozzuoli, dall'attuale porto di Baia fino al Pontile della Pirelli, si estende l'Area marina protetta di Bacoli. Due sono i principali itinerari subacquei che permettono di scoprire la città sommersa: il percorso della Villa a Protiro e quello della Villa dei Pisoni. Il primo è una passeggiata per un quartiere dell'antica Baia: la strada principale, le terme pubbliche, le taberne, fino a raggiungere l'ingresso della villa. Un mosaico integro e decorazioni parietali contribuiscono alla suggestione del luogo. Il secondo percorso si apre all'interno della complessa struttura della Villa dei Pisoni dotata di portico, terme, ambienti di servizio, approdi e peschiere. Per chi non pratica attività subacquea, percorsi di snorkeling e un battello dal fondo trasparente permettono di esplorare il parco. Il Parco Sommerso di Gaiola è un paradiso a due passi dal centro di Napoli. Raggiungibile da Capo Posillipo, si estende nel tratto di costa racchiuso tra il Borgo di Marechiaro e la Baia di Trentaremi. Nei suoi bassi fondali donzelle, saraghi, sardelle e guarracini nuotano tra margherite di mare, gorgonie gialle e resti di murenari e ninfei romani. Il parco prende il nome da "caveola", ossia dalle numerose piccole grotte che caratterizzano l'area dove si ergeva la maestosa Villa del Pausilypon fatta costruire da Publio Vedio Pollione nel I secolo a.c. La villa si estendeva fino al mare, con approdi, magazzini e peschiere. Per fenomeni legati al bradisismo le strutture adiacenti alla costa sono state sommerse contribuendo alla complessità geomorfologica dei fondali che, grazie alle correnti presenti nel canale, hanno dato vita a un patrimonio biologico di rara ricchezza. L'Area marina protetta è gestita dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ed è animata perlopiù dall'associazione culturale C.S.I Gaiola che organizza visite guidate, laboratori didattici, snorkeling e birdwatching. Immergetevi nei suoi fondali e con un po' di fortuna vedrete sbucare da un'antica pietra la murena Helena. Approdiamo, infine, in Calabria dove incontriamo l'Area marina protetta di Capo Rizzuto. Istituita nel 1991 e gestita dalla Provincia di Crotone, ha un'estensione di quasi 15.000 ettari ed è la maggiore d'Italia per ampiezza. Si affacciano su di essa otto promontori, tra cui quello del parco archeologico di Capo Colonna, con l'unica colonna rimasta in piedi del tempio di Hera Lacinia; all'altro estremo del parco si trova Punta Le Castella, con il castello aragonese. L'Area marina si estende per circa 100 metri dalla costa ed è suddivisa in due aree principali. La zona di Riserva integrale, a sua volta divisa in altre due parti che ricoprono circa 6 km di costa: una subito a sud di Capo Colonna e l'altra verso Capo Cimiti. In questa zona è vietato l'accesso, la navigazione, la balneazione e tutto ciò che può alterare l'ambito marino sottostante. Qui le visite sono guidate e regolamentate. L'altra zona, la "Riserva Generale", parte dal suolo di Crotone e si estende fino alla parte ovest di Le Castella ricoprendo quasi 30 km di costa. In questa zona le limitazioni sono ridotte rispetto alla zona di "Riserva Integrale" e si può anche esercitare la pesca da fermo o da traino. In aggiunta a queste Aree marine protette, Signa Maris ha incluso nei suoi itinerari altri parchi marini e riserve naturali di grande interesse. Per sapere di più sugli itinerari e sul progetto è possibile consultare il sito www.signamaris.it disponibile in cinque lingue, o seguirlo sulle pagine Facebook e Twitter. Per gli utenti con smartphone invece, è scaricabile l'APP gratuita nei due sistemi operativi Android e iOS. I contenuti multimediali consentono, a diportisti e non, di avere informazioni sui Marina, le offerte del territorio interessato e gli aggiornamenti sulla sicurezza in mare.