È passata un'onda di 147 mila persone, il mese scorso, tra i monumenti di Palermo. Chiese, palazzi, oratori, dimore aristocratiche, cripte e catacombe, torri e campanili presi gioiosamente d'assalto da palermitani e turisti nell'arco di cinque weekend, che grazie alla nona edizione de "Le vie dei tesori", hanno potuto visitare 63 luoghi d'arte, molti dei quali aperti per la prima volta, lungo un circuito organizzato. 141 mila sono coloro che hanno seguito le visite guidate, altri 6 mila i partecipanti agli eventi e alle passeggiate, che significa il 63 per cento in più rispetto all'edizione dell'anno passato, e una ricaduta in termini di spesa turistica calcolata dall'Otie, l'Osservatorio sul turismo delle isole europee in un milione e 400 mila euro: 62 mila partecipanti, infatti, sono stati turisti e gli escursionisti. Un risultato che il rettore Fabrizio Micari definisce «la nostra Expo». «La forza della manifestazione sta in un'unica rete di siti, di pertinenza di una decina di soggetti diversi commenta l'ideatrice Laura Anello ma anche nella comunicazione innovativa, capillare, e nella narrazione dei luoghi d'arte, vissuti e riempiti con eventi che ne raccontino l'identità». Adesso che i cancelli si sono richiusi in città resta comunque una grande "fame" di monumenti ed emerge una mappa composita del patrimonio della città, con qualche luce e molte ombre che rischiano di rigettare nell'oblio i siti d'arte meno conosciuti, per lo più di proprietà di privati o della Curia. Per alcuni siti mancano le condizioni per una fruizione stabile, altri invece rimarranno stabilmente aperti, dotati di una loro autonomia. E così se Palazzo Bonocore ha aperto i battenti ormai stabilmente come museo multimediale del patrimonio culturale immateriale siciliano e se anche il castello di Maredolce a Brancaccio ha appena riaperto a ingresso libero dal lunedì al sabato, torna a essere un gioiello proibito Palazzo Forcella De Seta, (2639 visitatori in soli 4 giorni di apertura e le code di attesa più lunghe per entrare)l'Alhambra palermitana col suo apparato di decorazioni a stucchi policromi. Il Palazzo, infatti, è sede dell'Associazione costruttori edili, che ha aderito solo in via eccezionale all'apertura al pubblico. «L'apertura di Palazzo De Seta per la manifestazione ha comportato per noi un grande sforzo organizzativo che abbiamo affrontato ben volentieri ma non siamo potuti andare oltre due fine settimana spiega Fabio Sanfratello, presidente di Ance Palermo Attualmente il palazzo non è organizzato per le visite guidate ma date le continue richieste che riceviamo, stiamo ragionando su possibili aperture a partire dal prossimo anno». Richiudono i battenti poi la grande camera dello scirocco, con la "torre del vento", di villa Naselli Agliata, e la "camera delle meraviglie" di dia Porta di Castro, entrambi proprietà private, la piccola chiesa del Piliere, accanto palazzo Branciforte e «solo momentaneamente, per problemi organizzativi e di sorveglianza », promette Maurizio Carta, delegato dal Rettore per la attività culturali, si riduce la fruibilità della Cappella dei Falegnami all'interno di Giurisprudenza. E poi una miriade di piccoli oratori, spesso scrigni di opere d'arte: è il caso dell'oratorio dei santi Pietro e Paolo, in via Bonello, col portale a colonne tortili disegnato da Paolo Amato, ma anchedell'oratorio delle Dame, dell'oratorio di Santa Caterina, e di quello della Carità ai Crociferi. «Molti siti non saranno più visitabili perché sono sedi di confraternite spiega Bernardo Tortorici, presidente dell'Associazione dei musei siciliani, e responsabile delle visite de "Le vie dei tesori" oppure, più semplicemente, perché non sono organizzati per una fruizione turistica, che comporterebbe costi aggiuntivi di personale, o per problemi legati alla sicurezza. Il problema, per tutti, è tenere alta l'attenzione sulla manutenzione, affinché non vengano abbandonati a se stessi».Tema quest'ultimo, ribadito anche dal vicesindaco Emilio Arcuri. Stesso discorso per le catacombe di San Michele Arcangelo, all'interno della Biblioteca comunale, (adiacente a un cantiere di restauro in corso) e per il Miqweh, il bagno ebraico sito all'interno di palazzo Marchesi dove si chiude di nuovo e le visite si fanno su richiesta alla direzione, che ne valuterà l'opportunità. Resta invece aperto alla stregua di un museo villa Malfitano, la residenza di via Dante voluta dall'imprenditore Giuseppe Whitaker alla fine dell'Ottocento, così come palazzo Alliata di Villafranca, in piazza Bologni, che con 8684 presenze in cinque fine settimana ha il record delle "Vie dei tesori", seguito da palazzo Asmundo, chiesa del Santissimo Salvatore, palazzo di Città e tesoro della Cattedrale. C'è poi una galassia di piccoli siti di grande suggestione la cui apertura viene garantita dai privati. È il caso degli oratori di San Lorenzo, di San Mercurio, della chiesa della Catena, della chiesa di San Cataldo e del Santissimo Salvatore con la visita alla cupola, gestiti in circuito dagli Amici dei musei siciliani. La Torre medievale di San Nicolò di Bari all'Albergheria è aperta il fine settimana dalla Cooperativa turistica Terradamare e spesso anche nelle ore serali, per chi vuole godere della splendida vista sulle luci del centro storico, così come palazzo Asmundo, in via Pietro Novelli. Per gli appassionati del sottosuolo, invece, l'itinerario lungo i qanat curato da Palermo Cultour, la stessa associazione a cui i conti Alessandro e Alwine Federico hanno affidato la visita guidata della loro dimora. Un caso a parte (non era inserito ne Le vie dei tesori) è il salone delle conferenze del Palazzo delle Poste di via Roma, aperto solo per occasioni speciali. Custodisce cinque tele murali di Benedetta Cappa Marinetti dedicate alle comunicazioni e recentemente esposte al Guggenheim di New York, ma non può essere visto perché è nel cuore degli uffici direzionali: si può comunque tentare inoltrando richieste di visita per piccoli gruppi. Per concludere, due buone notizie, in previsione della prossima edizione: il ritorno nel circuito dello Steri, delle carceri dell'Inquisizione e della chiesetta di Sant'Antonio Abate e l'ingresso del castello normanno dell'Uscibene, come annuncia la soprintendente ai Beni culturali di Palermo Maria Elena Volpes.
la Repubblica
19 Novembre 2015
✓ Entità verificate
Monumenti chiusi dopo il boom di visite quel che resta delle Vie dei tesori
LA
Laura Nobile
la Repubblica
La nona edizione di "Le vie dei tesori" ha visto l'apertura di 63 luoghi d'arte a Palermo, tra monumenti storici, palazzi, oratori e cripte, tra cui alcuni aperti per la prima volta. Il circuito ha visto la partecipazione di 147 mila persone, il 63% in più rispetto all'edizione precedente. La manifestazione ha generato un milione e 400 mila euro di spesa turistica. I siti visitati includono la grande camera dello scirocco, la torre del vento e la camera delle meraviglie, ma alcuni sono stati chiusi a causa di problemi organizzativi e di sicurezza.
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