La Reggia chiusa a Natale e l'incertezza sulle aperture nei martedì festivi provoca l'ira dei tour operator. Ettore Cucari, presidente di Fiavet Campania, dice: «Non aprire la Reggia nei giorni di festa è l'ennesima opportunità persa per risollevare le sorti del turismo». Caserta. «Non sarà solo la Reggia a essere chiusa a Natale, ma tutta Caserta. E chi si occupa di turismo non può far altro che provare rammarico». A parlare di «sconforto» e «occasione persa» è Umberto Riccio, presidente del Distretto turistico di Caserta, consorzio unisce varie Proloco della provincia nel tentativo di organizzare eventi e promuovere l'offerta culturale locale. Il riferimento è alla decisione, confermata anche sulla pagina Facebook del direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, di rimanere chiusi a Natale e a Capodanno, limitando l'unica apertura straordinaria all'8 dicembre. La decisione della direzione del Palazzo Reale è giunta dopo che nei giorni scorsi c'era stata un po' di maretta con i sindacati all'annuncio di alcune aperture straordinarie. Annuncio poi smentito, mentre gli stessi dipendenti attendono con ansia un incontro con il direttore in persona per esporgli una serie di problemi da risolvere quanto prima. Intanto Felicori stesso sulla sua pagina Facebook spiega che i numeri delle ultime aperture «natalizie» (quella del 2013) superavano di poco il centinaio di visitatori, non giustificando dunque i costi di un monumento aperto. «Non ci si può aspettare continua Riccio che i monumenti si riempiano da soli. Ci vogliono grandi eventi in città e alla stessa Reggia in grado di convincere la gente a uscire di casa. Invece la programmazione è assente». Lo conferma anche Ettore Cucari presidente di Fiavet Campania e Basilicata: «Non aprire la Reggia nei giorni di festa è l'ennesima opportunità persa per far qualcosa e risollevare le sorti del turismo. L'indecisione continua, che fa annunciare prima l'apertura straordinaria poi la fa annullare, arreca un ulteriore danno agli operatori che così si troveranno impreparati alle eventuali richieste dei turisti. Certo non cambia molto visto che le prenotazioni dovevano già essere fatte. Si continua a ragionare in un'ottica last minute mentre si dovrebbe provvedere a organizzare già l'apertura per il Natale 2016 e per il Capodanno 2017 se si vuol fare qualcosa di utile. Anche perché così si aiutano le imprese, l'artigianato, l'enogastronomia e il settore alberghiero della zona. Un'occasione persa non c'è che dire per carenza di organizzazione». Sul web intanto si continua a sottolineare la volontà dei sindacati di «dire no» a queste aperture straordinarie soprattutto a causa di un «mancato preavviso» che non permetteva loro di organizzare a dovere il lavoro. «Questi comportamenti commenta Luciano Morelli, presidente di Confindustria Caserta m'indignano. Sono l'ennesima dimostrazione che i nostri monumenti sono in balia di una banda di facinorosi impegnati in mere battaglie di retroguardia. Una vergogna per l'Italia come furono i casi di Pompei e del Colosseo durante l'estate. Spero solo che il nuovo direttore Felicori riesca a riportare sui giusti binari la situazione della Reggia. Credo in effetti che gran parte del degrado sia dovuto alla scarsa professionalità e la scarsa volontà dei dipendenti di lavorare seriamente invece di rimanere attaccati a sigle sindacali pensando di essere i padroni del palazzo vanvitelliano».