Consiglio comunale, punto 7.3 del programma di oggi: la concessione a uso gratuito di Brescia Musei (gestirà il patrimonio, dalla Pinacoteca al Castello, per vent'anni). Le carte arrivano in Loggia dopo due giunte, tre commissioni e qualche modifica a articoli e postille: i consiglieri dovranno votare. L'opposizione non vuole nemmeno esprimere un parere: «La discussione va cancellata dall'ordine del giorno» fanno sapere Piattaforma Civica, Forza Italia, Lega Nord, Civica X Brescia. Il contratto va rivisto e corretto: «Ci sono almeno tre questioni che potrebbero diventare pregiudiziali o sospensive». La prima: il comitato scientifico non esiste. «Lo prevede lo statuto della fondazione: è un organo di garanzia, oltre che consultivo, e un presupposto per la concessione a uso gratuito. Non l'hanno mai nominato» dice Nini Ferrari. La seconda: «La gestione indiretta dei beni è stata affidata senza evidenza pubblica». Infine: codice dei beni culturali, articolo 101. «Prevede che per i luoghi di cultura, come Santa Giulia, e gli istituti di cultura, tipo la Pinacoteca, che si vogliono concedere a terzi, siano specificati quali servizi attivare. Nella concessione, su questo argomento, non c'è una riga». E i conti non tornano: «La Loggia deve pagare manutenzione straordinaria, polizze, interventi vari e dare un contributo alla fondazione: in cambio non riceve un centesimo». Francesco Onofri, Piattaforma Civica, ha spedito una lettera di 5 pagine al presidente del Consiglio Giuseppe Ungari. Le obiezioni sul contratto in due punti: «La legge ha tolto la possibilità di affidare alle fondazioni la gestione diretta dei beni senza fare una gara: la Loggia ha fatto una concessione di uso individuale aggirando le norme con un escamotage. Affidiamo Castello, Santa Giulia, Pinacoteca e area archeologica per vent'anni a qualcuno che non ha presentato una sola riga di progetto. Fossi stato il sindaco, avrei chiesto un parere a Anac e Corte dei Conti: Brescia Musei dovrà gestire una mole di cose con un patrimonio netto di 1,4 milioni e le risorse del Comune, che non ne ha». Per Nicola Gallizioli, Lega Nord, «ci vuole un bando internazionale per gestire il Castello». Vent'anni sono troppi, dice Mattia Margaroli: «E stiamo legittimando un plenipotenziario della cultura». Il parere dell'opposizione su Di Corato: «In un anno e mezzo si è visto un deficit di programmazione». Per Francesco Puccio «La gente non sa nemmeno che il direttore esiste».