Un ciclo di conferenze alla Fondazione Portaluppi indaga il senso dell'arte pubblica Qual è il ruolo dell'arte nella città, quali i valori di cui si fa portatrice, quando un monumento assume un significato simbolico e quando invece riveste una funzione puramente ornamentale? Queste e altre domande saranno al centro dell'incontro di domani «Arte Pubblica e Arte della Memoria: quando architettura e arte s'incontrano» alla Fondazione Portaluppi (ore 17, via Morozzo della Rocca 5, ingresso libero, con registrazione obbligatoria all'indirizzo t.camporesiportaluppi.org) . L'appuntamento s'inserisce in un più ampio ciclo d'iniziative «Portaluppi Circus» promosse dal direttore scientifico Alessandro Scandurra con l'obiettivo di aprire le porte della Fondazione al pubblico «perché i milanesi si approprino sempre più dell'architettura che li circonda». «Quest'estate gli eventi di Palmira con la brutale uccisione di Khaled Asaad direttore del sito archeologico mi hanno profondamente scosso», spiega l'architetto Scandurra. «Mi sono chiesto quale sia il ruolo dei monumenti nelle città contemporanee e che importanza ha la memoria». Domani il dibattito vedrà la partecipazione di alcuni relatori d'eccellenza: la critica d'arte Gabi Scardi, l'artista e docente Alberto Garutti, l'artista Marcello Maloberti e il filosofo Luca Illetterati. Si parlerà di alcune delle opere più importanti dell'Arte Pubblica a Milano come il Teatro Continuo di Burri, riconsegnato alla città a maggio scorso, e opere più recenti come Ago, Filo e Nodo di Claes Oldenburg in piazzale Cadorna, L.O.V.E. di Maurizio Cattelan in Piazza Affari, Le Trombe di Alberto Garutti in piazza Gae Aulenti. Nel secondo appuntamento, il martedì successivo, dedicato all'Arte della Memoria, si analizzeranno luoghi dalla forte valenza simbolica come il Giardino dei Giusti al Monte Stella, memoriale alle persone che si sono opposte ai genocidi, e il Binario 21 alla Stazione Centrale da dove, dal '43 al '45, partirono centinaia di ebrei deportati nei campi di concentramento. Il dibattito verterà anche sull'attualità con un omaggio del giornalista Antonio Ferrari, esperto di Medio Oriente, al direttore del sito archeologico di Palmira decapitato dai jihadisti dello Stato islamico lo scorso agosto. Gli ultimi due appuntamenti saranno dedicati a temi strettamente legati al processo creativo del progettare. Tra gennaio e marzo si affronterà il tema dell'architettura d'interni, partendo dalle case progettate da Portaluppi per la borghesia milanese fino ad arrivare a realizzazioni firmate da architetti contemporanei. Infine a primavera si indagherà sugli «atlanti personali» dei progettisti, cioè quei riferimenti culturali, iconici, progettuali che ogni architetto utilizza quando prende in mano la matita.
Milano. Come ci parlano i monumenti
La Fondazione Portaluppi ospita un ciclo di conferenze sull'arte pubblica e l'arte della memoria. L'incontro del 17 settembre esplora il ruolo dell'arte nella città e i valori di cui si fa portatrice. Il dibattito vedrà la partecipazione di alcuni relatori d'eccellenza, tra cui Gabi Scardi, Alberto Garutti, Marcello Maloberti e Luca Illetterati. Si parlerà di opere come il Teatro Continuo di Burri e Ago, Filo e Nodo di Claes Oldenburg. Il secondo appuntamento, il martedì successivo, si concentrerà sull'Arte della Memoria, analizzando luoghi simbolici come il Giardino dei Giusti e il Binario 21.
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