Fatti i complimenti all'assessore Filippo Del Corno per il successo di Expo in città, è tempo di riflettere sul futuro. Che cosa manca a Milano nel sistema delle mostre e dei musei? In tutta Italia i musei civici sono lo spazio sperimentale più aperto, il laboratorio dove mettere a punto nuove guide di indirizzo dopo il modello didattico degli anni Settanta e quello economicamente orientato degli anni Ottanta e Novanta. Il punto di forza dei musei civici è infatti la possibilità di essere amministrativamente più agili rispetto a quelli statali e quindi di non dover sottostare all'opacità della burocrazia che umilia, per esempio, il Colosseo o Pompei. A Venezia, gli undici musei civici si sono aggregati in una Fondazione, con il Comune unico socio fondatore, in modo da scorporare il bilancio dal calderone dell'amministrazione (illuminazione, rifiuti, asili, etc.). Risultato: i musei si autosostengono e prendono decisioni velocemente. Anche Torino è un esempio virtuoso. Ha costituito una Fondazione a metà pubblica e privata che si è messa in Rete con i musei della Regione e lavora in sintonia con i vari Festival, dal cioccolato ai libri. E Milano? È ancora indecisa fra diversi modelli di gestione. L'ultimo introdotto riguarda il Mudec di via Tortona. Da solo, il Comune non riesce a farsi carico della sua conduzione e quindi ha coinvolto attraverso un bando pubblico un soggetto privato, 24 Ore Cultura, che contribuisce alla gestione dello spazio e a una parte dell'attività espositiva partecipando al 50 nel consiglio di amministrazione. A Palazzo Reale, invece, i soggetti privati vengono coinvolti solo nella produzione delle mostre. E ancora: la vita del Pac di via Palestro è garantita da una partnership decennale con la società Tod's, ma l'attività espositiva non riesce a lasciare il segno. Sistema simile alla Gam, la galleria d'arte moderna sostenuta dalla banca Ubs con un accordo triennale, in fase di rinnovo. Le sale al piano terreno accolgono mostre ottime, ma troppo piccole. Il Museo del Novecento vive grazie a Finmeccanica e Bank of America Merrill Lynch, ma non è riuscito a trasformarsi in un polo vivo di cultura, ruolo che potrebbe assumere il Castello Sforzesco che invece possiede enormi spazi, ristrutturati con il contributo di Fondazione Cariplo. Insomma l'assessore ha giustamente colto le occasioni più diverse di sostegno economico, ma ora ci vorrebbe una sintesi d'indirizzo, un progetto unitario e stabile di governance che coinvolga anche gli altri musei civici minori perché, finita Expo, il rischio sono gli scogli di una navigazione a vista.