Smontate dieci pedane di bar e ristoranti, tra le proteste. Ma restano i venditori abusivi Niente più pedane, ringhiere e ombrelloni. Ma soprattutto addio a orrende coperture di plastica, mega ventilatori (lampade riscaldanti in inverno) e improbabili illuminazioni al neon. In piazza Duomo e San Giovanni, tra domenica e ieri, sono stati smontati una decina di dehors. Lo aveva ordinato Palazzo Vecchio prima dell'estate, ma viste come storicamente vanno queste cose nella nostra città, non era affatto scontato che la rivoluzione si concludesse con successo. Per adesso è solo un primo, piccolo, passo per restituire decoro all'area del Duomo, dove però c'è ancora molto da fare. A partire dall'assedio dei venditori abusivi tra la basilica e il Battistero: anche ieri, dopo lo smontaggio dei dehors e la liberazione di nuovi spazi, la loro presenza era fortissima. Adesso, secondo le norme di Palazzo Vecchio, in piazza i commercianti che otterranno le autorizzazioni potranno mettere sedie e tavolini, che la sera dovranno però essere riposti all'interno dei locali, un modello simile a quello di Parigi. «È solo il primo passo verso maggiore decoro spiega Giovanni Bettarini, assessore allo Sviluppo economico Le proteste dei commercianti sono state forti, ma il bene di Firenze viene prima di tutto». Smontati anche i dehors dei ristoranti di piazza Signoria, che offuscavano buona parte della prospettiva verso Palazzo Vecchio a chi arriva da via Vacchereccia. Saranno ricostruiti, più bassi e con materiali diversi. Alla fine bar e ristoranti si sono arresi anche se alcuni esercenti stanno ancora aspettando l'esito dei ricorsi presentati contro il protocollo d'intesa firmato da Palazzo Vecchio e la soprintendenza alle nuove regole sul decoro che riguardano quel fazzoletto di Firenze. Operai e ristoratori, «armati» di cacciavite, martelli, trapani, hanno lavorato per togliere pedane, ombrelloni, tavolini e sedie, con i vigili che passavano ogni 5 minuti per verificare che le due piazze fossero sgombere. «Senza dehors e con i tavoli e le sedie lasciati per strada piazza Duomo si trasformerà in una specie di sagra», dice un commerciante piuttosto risentito. E molti dei locali colpiti dal provvedimento accusano Palazzo Vecchio di «aver usato due pesi e due misure. Perché Scudieri non è stato toccato?». La risposta l'aveva già data la soprintendenza: perché quel dehors non danneggia il cono visivo verso il Duomo per chi arriva da via dei Cerretani.