Circolare del governo ai direttori: «Segnalate situazioni che ritenete pericolose» «Segnalate situazioni pericolose». Il ministero dei Beni culturali scrive ai direttori dei musei ed eleva l'allerta terrorismo. «Farò una riunione già oggi», dice il direttore di Capodimonte, il francese Silvayn Bellenger. Già in strada le squadre speciali. Il prefetto: «Allerta 2 anche a Napoli». Napoli. «Ho casa proprio nel X arrondissement, a pochi metri dal luogo della tragedia di venerdì. Al Bataclan sono stato tantissime volte, è un posto bellissimo. Che dire, è una cosa orrenda. Ora è tempo di agire, abbiamo fatto crescere fin troppo il mostro. Bisogna andare avanti e sostenere i valori della nostra civiltà». E lui, Silvayn Bellenger, i valori della cultura e dell'arte occidentale li sostiene ogni giorno, dal momento che dirige uno scrigno di tesori come il museo di Capodimonte. Ieri l'insediamento ufficiale del nuovo supermanager francese dell'era Franceschini. «Qui sono felice, è un posto favoloso e la squadra è preparatissima». La prima emergenza che Bellenger si trova a gestire è proprio quella del terrorismo: è arrivata ieri una circolare del ministero per allertare i direttori dei musei, in particolare di quelli considerati obiettivi sensibili per i terroristi, in considerazione del prestigio e del numero di visitatori. «Il grave contesto nazionale ed internazionale», recita il testo del ministero, «richiede di attenersi al rigoroso rispetto delle procedure di sicurezza, previste dai piani di emergenza che ogni istituto ha predisposto». In particolare si invita a segnalare tempestivamente «alle competenti forze di polizia eventi o situazioni ritenute pericolose». E ancora: «Gli istituti maggiormente vulnerabili, per la presenza di un elevato numero di visitatori o per la loro rappresentatività, dovranno verificare che nel relativo piano di emergenza sia ricompreso il rischio connesso ad azioni di terrorismo, provvedendo, in caso contrario, ad aggiornare ed integrare il piano, con l'assistenza delle Prefetture». «L'allarme attentati era previsto da una legge del 2004 poi rinforzata nel 2015», spiega Bellenger. «In ogni caso è la prima cosa che faremo oggi, con una riunione con tutti i vigilanti. La sicurezza è un problema permanente». In effetti i piani antiterrorismo, quelli che prevedono il cosiddetto «rischio antropico», esistono già e mettono in atto una serie di accorgimenti, per esempio prove di esodo. Ora si tratterà di aggiornare e integrare le procedure. Anche Mauro Felicori, neodirettore della Reggia di Caserta, dichiara che se ne occuperà da questa mattina: «È una priorità, ma sono sereno perché ci sono già i piani che regolano tutto questo». Bellenger, dal canto suo, non perde la calma anche perché di frangenti ben più drammatici ne ha già vissuti. «Ero a New York l'11 settembre del 2001. Venerdì scorso non ero a Parigi ma tanti miei amici sì e ho seguito passo passo gli avvenimenti». Ma qui a Napoli si sente lontano dalle zone calde? «Napoli ha una situazione più tranquilla rispetto a città come New York, Londra o Parigi. Non è nell'occhio del ciclone. Nemmeno Pompei mi sembra un obiettivo sensibile, non è abbastanza rappresentativo della nostra civiltà occidentale contemporanea. Dobbiamo naturalmente essere prudenti, ma i napoletani sono veloci, colgono subito le novità, mi sembra che qui in città si sappia subito tutto». Della stessa opinione di Bellenger, il sindaco Luigi de Magistris che dichiara: «A Napoli non ci sono motivi di preoccupazione particolari, fermo restando che è a rischio il mondo intero». Il sindaco, a margine di un convegno, annuncia che nei prossimi giorni il Comune si farà promotore di una serie di iniziative di solidarietà verso il popolo francese coinvolgendo tutte le comunità religiose, a cominciare da quella islamica.