Caserta, nota di un funzionario. Ma i sindacati si ribellano e la direzione ci ripensa L'annuncio ieri in una nota firmata da un funzionario: la Reggia di Caserta resterà sempre aperta a dicembre, anche nei giorni di Natale e di Capodanno. Ma i sindacati si sono subito ribellati e il nuovo direttore Felicori ha frenato. Alla fine, sembra proprio che non sarà toccato il martedì, tradizionalmente di riposo per il personale, tranne che l'8, giorno dell'Immacolata. Di Natale e Capodanno non si parla neppure. Oggi dovrebbe arrivare la conferma ufficiale. Si decideranno oggi le sorti del «Natale» dei lavoratori della Reggia di Caserta pronti, se necessario, a intraprendere una battaglia sotto l'albero con la direzione del Palazzo Vanvitelliano. Tutto è iniziato con una comunicazione di servizio, firmata dal funzionario Vincenzo Mazzarella: «Si rende noto che la Reggia di Caserta per tutto il mese di dicembre resterà sempre aperta, compresi tutti i martedì, il giorno di Natale e di Capodanno». Ma il martedì di solito è il giorno di chiusura, anche a Natale e Capodanno. I sindacati sono subito entrati in fermento. Cgil, Cisl, Flp, Intesa, Usb, Unsa hanno richiesto un incontro urgente, ricordando al nuovo direttore Mauro Felicori che tali aperture sono possibili solo se decise di comune accordo con i sindacati. Alle prime avvisaglie di malcontento, la direzione ha fatto marcia indietro annullando l'apertura natalizia e di Capodanno e promettendo di comunicare entro oggi che l'unica apertura straordinaria sarà quella dell'Immacolata. Lo stesso direttore Felicori ieri sera ha confermato in una nota la chiusura per le feste: «Si conferma invece l'intenzione di disporre l'apertura per martedì 8 dicembre in continuità con quanto avvenuto in passato. I sindacati già informati dal funzionario responsabile saranno coinvolti secondo le regole contrattuali». «Restare aperti l'8 dicembre dice Carmine Egizio, delegato aziendale di Ugl-Intesa non è un problema. Siamo sempre disposti a lavorare durante le feste, a patto di studiare una serie di eventi ad hoc per sfruttare al massimo le aperture. Così non è stato. Anzi si è deciso di intervenire sui martedì, nostro giorno di riposo, senza curarsi nemmeno di comunicarcelo con il dovuto anticipo. Quando poi abbiamo fatto notare che sulla comunicazione mancava proprio la firma di Felicori c'è stato un doppio passo indietro. La conferma ufficiale ci sarà soltanto oggi, quando dovrebbe arrivare una nuova comunicazione, stavolta firmata dal direttore, per annunciare l'unica apertura straordinaria dell'Immacolata». Quanto sottolineato dai sindacati è l'assenza di coordinamento, visto che comunque a novembre inoltrato la decisione di un'apertura straordinaria non influirebbe in maniera decisiva sul numero di visitatori, creando inoltre problemi per il recupero della giornata di ferie, visto lo scarso preavviso. «Siamo all'approssimazione totale. Ora però vogliamo un incontro con Felicori in persona e non con uno dei funzionari. Quando è arrivato, presentatoci come un esperto scelto per risollevare le sorti della Reggia, ci aspettavamo grandi cambiamenti e tanto lavoro. Ci erano stati promessi incontri mensili per decidere un'azione comune contro i problemi. Niente da fare. Non gli farebbe male parlare con noi che abbiamo il contatto con il pubblico e che sentiamo lamentele di ogni genere».