Gentilissima signora Isabella Bossi Fedrigotti, sono stato per una settimana candidato sindaco e questo è il motivo per cui avrei accettato: salvare Milano dai suoi architetti. A cosa serve parlare di riapertura dei Navigli se poi si consente di fare cose di questo genere: una casa molto bella, di fine Ottocento, in stile eclettico, all'angolo tra via Fatebenefratelli e via dei Giardini, rovinata in modo irreparabile da una sopraelevazione di due piani. Una sopraelevazione di vetro e cemento, un rettangolo squadrato e liscio sopra un edificio pieno di decorazioni e sculture. Sbagliato consentire qualunque sopraelevazione, ancora più grave di un edificio così bello e significativo del suo periodo storico, ancora più grave che la costruzione sia non di uno solo ma di ben due piani. E più grave ancora che la solita scusa della contemporaneità mascheri la totale acquiescenza del progettista alle esigenze di «fare cubatura» perché tanto la gente non capisce nulla. Stiamo distruggendo Milano un pezzo alla volta, e gli architetti che realizzano queste cose, e quelli che consentono che vengano realizzate, dovrebbero vergognarsi. Esiste una commissione edilizia? Esiste un'opinione pubblica? Esiste un sindaco? Non esiste nulla, e si troverà sempre qualcuno disposto a difendere simili brutture trovandole di «suo» gusto, come se il «suo» gusto fosse un metro valido di giudizio. Il giudizio è la storia e chi distrugge la storia non ha scuse, questi sono solamente atti di vandalismo ipocrita. Se fossi sindaco metterei questa sopraelevazione nella lista delle cosa da abbattere subito. E sa, questa lista è tragicamente lunga. Io non consentirei mai che altre brutture simili venissero realizzate. E per questo non diventerò mai sindaco. Walter Monici Fare il sindaco di Milano, e farlo bene, deve essere un'impresa da superuomini (o superdonne): ed è, secondo me, proprio per questo che non pochi, chiamati in causa, precipitosamente annunciano la loro non disponibilità all'oneroso incarico. Ma venendo alla sopraelevazione di vetro in via Fatebenefratelli, devo dire che quando l'ho vista, sono rimasta senza parole per la sua incombenza, per la sua dismisura. E mi sono chiesta anch'io: come si fa a permettere certi interventi? Ma poiché stiamo parlando di via Fatebenefratelli, poco più in là c'è il nuovissimo hotel Palazzo Parigi in stile albergo parigino fine Ottocento, così alto, tra l'altro, da nascondere alla vista il bel campanile di San Marco. E allora mi domando: cos'è meglio, cos'è meno peggio? Il falso antico o il nuovissimo che non si cura della storia? Le confesso che mi piacerebbe una terza via... Isabella Bossi Fedrigotti
Milano. Le strane scelte degli architetti, non sempre un bene per Milano
La signora Isabella Bossi Fedrigotti lamenta la sopraelevazione di due piani di un edificio eclettico in via Fatebenefratelli a Milano, che ha rovinato la sua bellezza. Lei sostiene che la costruzione sia stata consentita senza un'adeguata valutazione e che gli architetti e i commissari edilizi siano responsabili. La signora Bossi Fedrigotti afferma che la sopraelevazione sia un esempio di vandalismo ipocrita e che non consentirebbe mai che altre brutture simili venissero realizzate. Lei suggerisce che il sindaco debba essere un "superuomo" che possa proteggere la storia e la bellezza di Milano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo