«I costi della messa in sicurezza della chiesa di San Leopoldo saranno coperti dal Comune». L'assessore ai lavori pubblici, Paolo Nardin, mette in chiaro una questione su cui c'era ancora qualche dubbio: sarà il municipio cormonese, e non altri, a pagare le spese (70 mila euro circa) per la sistemazione del soffitto, dell'intonaco e del tetto, vittima di infiltrazioni e chiusa ormai da due anni. L'apertura del cantiere, salvo colpi di scena, avverrà il prossimo anno, soprattutto se - come annunciato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, le opere pubbliche dovessero essere svincolata dal famigerato Patto di stabilità. Il sindaco Luciano Patat, infatti, è stato chiaro. Pochi giorni fa aveva affermato: «Non siamo mai riusciti a mettere a posto la chiesa di San Leopoldo in questi anni perché non avevamo gli spazi finanziari necessari. Se i vincoli saranno tolti, nel 2016 la chiesa finalmente potrà essere riaperta perché i lavori potranno essere eseguiti». Ma chi li pagherà? Questa è la domanda che tanti cormonesi si sono fatti. L'intervento si era stato reso necessario nonostante i lavori di riqualificazione fossero stati terminati pochi mesi prima della sua chiusura definitiva. Qualcuno, insomma, ipotizzava che ci potesse essere una sorta di garanzia, o una copertura assicurativa. Nulla di tutto ciò: «Pagherà il Comune - sottolinea Nardin -, perché l'impresa non ha alcuna colpa, anzi: ha svolto l'opera secondo le indicazioni fornite dalla Sovrintendenza regionale. Purtroppo, proprio per questo motivo all'epoca non ebbe la possibilità di utilizzare un materiale migliore, bocciato dall'ente. E quindi alla base dei problemi di tenuta dello stesso c'è anche questo divieto. Quindi si tratta di una necessità che non ha a che vedere con la qualità del lavoro svolto nell'ultima operazione di manodopera: tutto fu fatto seguendo i canoni previsti. Purtroppo, evidentemente, per la tenuta del tetto serviva altro, ma la ditta non ebbe il permesso. Così adesso dobbiamo intervenire in maniera diversa e più approfondita per risolvere una volta per tutte il problema delle infiltrazioni, operando stavolta da dentro e non più solo da fuori. Per questo il lavoro sarà diverso e più complicato». La chiesa di San Leopoldo è inutilizzata e inagibile da due anni a causa delle infilitrazioni. Da allora non si svolgono più funzioni religiose e l'accesso è interdetto a chiunque. Poco più di un anno fa, per permettere ai numerosi fedeli di una delle storiche chiese cormonesi di continuare comunque a pregare, il parroco monsignor Paolo Nutarelli ebbe un'idea felice: posizionare un inginocchiatoio all'ingresso, nei pressi del portone, che in orario diurno resta tuttora aperto proprio per permettere a chi di passaggio di inginocchiarsi e pregare.
CORMÒNS - Il Comune metterà in sicurezza San Leopoldo
Il Comune di Cormòne coprirà i costi per la sistemazione del soffitto, dell'intonaco e del tetto della chiesa di San Leopoldo, vittima di infiltrazioni. L'apertura del cantiere è prevista per il prossimo anno, salvo colpi di scena. Il sindaco Luciano Patat aveva affermato che senza gli spazi finanziari necessari, la chiesa non sarebbe stata riaperta. Il Comune pagherà le spese, che ammontano a circa 70 mila euro. L'intervento si è reso necessario nonostante i lavori di riqualificazione fossero stati terminati pochi mesi prima della chiusura definitiva.
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