Parte dei terreni appartiene a delle famiglie di Sant'Anna «Non siamo stati informati ma se il Comune paga...» LUCCA. Comprare i Vivai Testi? Certo, si può fare. Ma l'amministrazione Tambellini non dovrà trattare solo con la famiglia che gestisce i l'azienda vivaistica, ma anche con altri 6-7 privati, proprietari di alcuni fazzoletti di terra che rientrano in quell'area e che sono stati dati in affitto alla Testi molti anni or sono. Si tratta di pezzi di terra appartenenti a famiglie di Sant'Anna, che all'epoca della realizzazione della circonvallazione (negli anni '30) rimasero sul lato delle Mura, tagliati fuori dal resto della città. Nessuno dei proprietari, per il momento, ha ricevuto alcuna manifestazione di interesse da parte dell'amministrazione. Tra i possidenti c'è anche il consigliere comunale e avvocato Roberto Lenzi: «Sì conferma Io e mia sorella siamo proprietari di un pezzo di terra di 400 metri quadrati, che decenni fa fu affittato all'azienda vivaistica. L'abbiamo ereditato da nostro padre, che a sua volta l'aveva ereditato dal suo. La vendita? L'ho letto sui giornali, ma per il momento non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dall'amministrazione Tambellini. Qualcosa si era mosso ai tempi di Favilla, ma poi non se ne fece niente. Sarebbe sensato che il Comune acquistasse il terreno per chiudere l'anello intorno alle Mura, ma portarci i Comics non mi sembra una buona idea. In ogni caso, io sono disponibile alla vendita». Tra i proprietari ci sono anche Alberto Barsotti (con circa 1.200 metri quadrati), pure lui residente a Sant'Anna, e il dottor Benedetto Pardini assieme alla sorella. «Abbiamo un fazzoletto di terra che parte dalla circonvallazione e va in direzione degli spalti, seguendo la stradina del passaggio pedonale spiega la signora Tina Del Sarto, moglie del dottor Pardini Francamente non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte dell'amministrazione. La notizia l'abbiamo appresa dagli organi di informazione. In effetti, un annetto fa avevano parlato con i Testi, che avevano manifestato la volontà di cedere il terreno perché loro non riuscivano più ad occuparsene come avrebbero voluto. So che una discussione fu iniziata all'epoca di Favilla, in vista del '500 anniversario delle Mura, ma poi non se ne fece niente. Vendere? Vediamo quanto offre il Comune...». Fabio Testi, membro della famiglia che possiede i vivai (anche se in realtà sopra vi sono due società) cerca di spiegare meglio la decisione che li spinge a passare la mano. «Non siamo stati messi nelle condizioni di proseguire l'attività e quindi la vendita è l'unica soluzione. Il terreno è vincolato dalla Soprintendenza e questo ci ha reso impossibile fare una serie di interventi necessari al proseguimento del lavoro vivaistico; parlo di un passaggio per i clienti, di interventi sullo stabile dei dipendenti e altro ancora. Alla fine, siamo stati costretti a mandare a casa una decina di persone, mentre noi figli siamo usciti. Stando così le cose, è chiaro che la vendita è la soluzione migliore per tutta la famiglia. Ma di trattative al momento non ce ne sono. Ci sedemmo a un tavolo al tempo di Favilla, mentre con Tambellini, c'è stato solo un pour parler. E di sicuro non si è mai arrivati alle cifre, anche perché non è stata fatta una perizia. Certo, un fatto mi pare curioso: negli ultimi anni non ci è stata data la possibilità di piantare neppure un paletto, visto che il terreno è vincolato. Ora sento dire che ci si vogliono portare i Comics. Mi sembra quantomeno strano».