Nuovo allestimento per l'esposizione del "Grosso massetano", la storica moneta simbolo di Massa Marittima. Oggi alle 17 si inaugura l'inedita esposizione del conio in una saletta dedicata del Museo Archeologico in piazza Garibaldi. «Apriamo questa sala spiega l'assessore comunale alla Cultura, Marco Paperini che darà centralità al Grosso e che è stata concepita per ospitare nel 2016 altre monete: alcune riportate alla luce dai recenti scavi sulle mura di Massa Marittima, altre ritrovate nello scavo condotto alle Clarisse qualche anno fa». L'idea è poi quella di chiedere in prestito anche coni esposti altrove, per dare un quadro complessivo del contesto storico in cui è inserito il Grosso massetano, come preludio alla serie di iniziative che il Comune realizzerà nel 2017 per festeggiare il settimo centenario della coniazione della moneta. «Con questo allestimento prosegue Paperini diamo concretezza alla politica di valorizzazione dei beni culturali offerti dalla città. Lo scorso novembre abbiamo organizzato infatti il convegno sull'Albero della Fertilità, nella soprastante sala dell'Abbondanza. Oggi, a distanza di un anno, sono aperti i cantieri per i primi lavori di restauro e valorizzazione dell'affresco e delle fonti che lo ospitano». Nel pomeriggio inaugurale interverranno Paperini e l'esperto di numismatica Massimo Sozzi. Quest'ultimo ripercorrerà i principali eventi storici ed economici che portarono alla fine del Dodicesimo secolo alla coniazione dei primi Grossi d'argento e verso la metà del Tredicesimo secolo al ritorno al bimetallismo nelle transazioni commerciali dell'Occidente europeo, con la nascita del Fiorino d'oro fiorentino, del Ducato d'oro veneziano e del Genoino d'oro genovese. Sozzi collocherà inoltre l'apertura della zecca massetana nella particolare congiuntura storica che si ebbe verso la fine del Tredicesimo e gli inizi del Quattordicesimo secolo, un periodo che vide il fiorire le officine monetarie nella penisola italiana. L'esperto prenderà infine in esame le caratteristiche iconografiche, epigrafiche e metrologiche del Grosso e del Denaro piccolo (o Picciolo) coniati dalla zecca di Massa di Maremma e delle loro varianti attualmente conosciute, una delle quali, ritrovata e studiata per la prima volta dallo stesso Sozzi. La relazione terminerà con una visita alla stanza del Museo Archeologico allestita per ricevere i due esemplari di monete massetane, uno del Grosso e uno del Picciolo, nonché di un conio di entrambe le monete.