DOPO quel ritrovamento composto dal diario personale autografo degli anni giovanili, ritenuto disperso per oltre un secolo, da un taccuino segreto cone brevi appunti risalente al periodo di maggiore impegno nell'attività di governo, dal diario della madre Adele De Sellon, da diverse lettere e carte con spese ed annotazioni, da un regolamento di casa e da vari cimeli tra cui una berretta da camera e due paia di occhiali con la caratteristica montatura ovale in città si era aperto un dibattito sulla destinazione di questa collezione che gli antiquari della libreria "Il Cartiglio" avevano subito proposto «per senso civico» alla Fondazione Cavour, collegata all'Archivio Storico della Città di Torino, e al Museo Cavour di Santena. Il problema subito evidenziato dalla fondazione però era il reperimento dei fondi, quarantamila euro, per fare fronte all'acquisto . Un ostacolo che secondo alcuni membri del comitato storico e scientifico, fra cui la studiosa di Cavour Rosanna Roccia, poteva essere superato agevolmente con una raccolta fra gli storici e gli appassionati di Cavour, ma che per il presidente della Fondazione, Nerio Nesi, richiedeva invece un intervento degli enti pubblici e anche del Ministero per i Beni Culturali, chiamato in causa dalla stesso Nesi proprio nelle scorse settimane. Dopo la parentesi della fiera d'arte antica Flashback, dove la collezione è stata esposta per la prima volta e la notizia svelata alcuni giorni fa su queste pagine di un interesse all'acquisto esternato dal proprietario del ristorante Del Cambio, locale frequentato da Cavour, ieri pomeriggio il cda della Fondazione Cavour ha preso la questione di petto e, dopo essersi riunito per la seconda volta in due settimane, ha approvato all'unanimità l'acquisizione dei documenti e degli oggetti del Cavour al prezzo proposto dai Cena. Tecnicamente, nel giro di quindici giorni la collezione passerà dunque direttamente in mano alla fondazione intitolata allo statista piemontese. Tra i pezzi di maggiore valore storico per il Museo Cavour, come ha indicato anche nella sua relazione Giuseppe Banfo, responsabile dell'ufficio vincoli della Soprintendenza Archivistica del Piemonte, vi è il diario originale, e il taccuino inedito, un libriccino con bella legatura in pelle marrone che «contiene riferimenti politicamente significativi come i contatti con i suoi agenti a Parigi, con Napoleone III o Girolamo Napoleone». Entrambi saranno esposti a Santena, dove il museo aprirà entro la primavera del 2017.