Grandi affari spinti dal vento del turismo. Investimenti milionari per realizzare grandi alberghi, resort di lusso e porti. Tutte strutture da realizzare in alcuni degli angoli più belli della costa siciliana. Da Siracusa a Marsala sono in campo le grandi multinazionali del settore e in alcuni casi si sono aperti pesanti contenziosi sugli insediamenti. Una partita delicatissima è quella in corso a Catania: al centro d'è un affare da 300 milioni di euro per una area con alberghi e impianti sportivi alla Plaja. A Torre Salsa invece le ruspe sono già in azione: qui è previsto un resort di lusso con 110 suite. E poi c'è il capitolo dei porti, da Giardini Naxos a Marsala. Tutti puntano a sfruttare l'onda positiva del turismo che si annuncia ancora in crescita nel prossimo anno, IL DOSSIER Grandi appalti all'ombra del boom del turismo si stanno muovendo nell'Isola del tesoro. Porti, alberghi, resort di lusso con fondi tedeschi, svizzeri, oppure di noti imprenditori siciliani e di illustri sconosciuti. Una pressione fortissima a costruire a due passi dalla costa per sfruttare l'oro di Sicilia, il mare e il beltempo. Con battaglie feroci che si stanno giocando da Siracusa e Catania, e cantieri pronti ad aprire, come a Torre Salsa. In ballo investimenti pari a 500 milioni di euro. SIRACUSA NEL MIRINO Attorno Ortigia sono due gli investimenti alberghieri. Il primo, al quale ha aperto lo stesso sindaco Giancarlo Garozzo al grido di «non si può dire no a tutti», è stato presentato da cinque imprenditori, tra i quali l'americano John Magliocco con la Siracusa Sun. Un investimento da 120 milioni per realizzare resort e campi da golf in un'area di 139 ettari. La soprintendenza ha dato un primo parere negativo, anche se un po' in ritardo. La spa ha fatto ricorso al Tar ma ha perso in primo grado e si appresta a fare ricorso al Cga. La partita è ancora aperta. Come lo è tornata ad essere quella per l'insediamento di un albergo a cinque stelle della catena Four Season alla Pillirina. Qui gli ambientalisti, guidati dal comitato "sos Siracusa", hanno dato battaglia fin dall'approvazione del piano regolatore dell'amministrazione guidata da Giambattista Bufardeci (oggi componente del Cga) che consentiva l'edificabilità in quest'area acquistata dal marchese Di Gresy per avviare un investimento da 200 milioni. La giunta Garozzo ha approvato poi una variante al piano regolatore, chiamata della «bellezza», che dichiarava l'inedificabilità in quei terreni. In più è stata avviata dalla Regione l'istituzione della riserva. Ma il dipartimento Urbanistica guidato da Rino Giglione ha firmato il decreto che boccia la «variante della bellezza » perché fatta senza rispettare alcuni vincoli di legge: «Siamo stati sempre disponili al confronto, ma l'amministrazione comunale si è rifiutata di rispettare le nostre prescrizioni », dicono dal dipartimento. Garozzo ha annunciato già l'impugnativa al Tar, ma al momento l'unico vincolo a non costruire sarebbe rappresentato dalla riserva naturale che però non è stata istituita del tutto. In città c'è molta fibrillazione, perché il Cga ha già dato ragione in un caso simile sotto le mura Dionigiane dove privati volevano realizzare villette e hanno presentato una richiesta di risarcimento milionaria alla Regione. IL GRANDE BUSINESS DELLA PLAYA Una partita delicatissima è quella che si sta giocando a Catania. Al centro di tutto c'è la mega variante urbanistica Pua che consentirà la costruzione in un'area di 180mila metri quadrati alla Playa di alberghi e impianti sportivi vari. Un investimento da 300 milioni di euro in un terreno per il 30 per cento di proprietà dell'editore Mario Ciancio e che vede come società capofila la Stella Polare guidata da Renzo Bissoli. Il nome di quest'ultimo compare nella sentenza Lombardo mentre parla dell'approvazione in consiglio del Pua nel 2013, ai tempi della sindacatura di Raffaele Stancanelli, con un imprenditore condannato per concorso esterno. Il sito Meridionews, che ha seguito attentamente tutta la vicenda, ha pubblicato poi una intercettazione all'indomani del via libera in consiglio tra Ciancio ed Enzo Bianco che annuncia all'editore l'apertura della campagna elettorale. I due parlano anche del Pua, con gli allora consiglieri Pd di riferimento di Bianco che si astennero. Una volta sindaco, Bianco propone delle modifiche al Pua riducendo le cubature. Modifiche in parte corrette in peggio dal Consiglio comunale con un Pd spaccato. «Il Pua nasce con me negli anni Novanta dice Bianco ma sotto le successive amministrazioni ha subito sostanziali modifiche che miravano ad aumento speculativo di cubatura. A queste variazioni mi sono puntualmente opposto. Per questi motivi, nell'aprile del 2013 i consiglieri comunali a me vicini furono gli unici a non votare per il Pua. Non vedo poi dove sia lo scandalo nel chiamare il direttore del principale giornale della città per comunicargli l'apertura della mai campagna elettorale». Mistero sull'origine dei fondi: «Ho sentito parlare di fondi svizzeri, per questo ho chiesto al prefetto di monitorare tutti i finanziamenti e i singoli progetti di attuazione del Pua», dice Bianco. IL RESORT A TORRE SALSA E I PORTI Le ruspe sono pronte a entrare in azione invece nella zona di Torre Salsa, dove la multinazionale tedesca Adler, la Sanoner di Ortisei e la famiglia de patron dell'Italkali, Francesco Morgante, sono pronti a realizzare un investimento da 50 milioni di euro per un resort da 110 suite: «Contiamo di aprire il cantiere all'inizio del prossimo anno dice Morgante dal Comune di Siculiana e dalla Regione abbiamo ottenuto tutte le certificazioni ». Nel frattempo ben tre progetti per porti turistici sono arrivati sui tavoli del Territorio. La società Marsala Yachting ha firmato un Accordo per un porto da 1.600 posti. A Giardini Naxos ha bussato la società Tecnis, al momento nella bufera per l'arresto dei sui vertici Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, mentre a Taormina è la società "Russotfinance" ad aver presentato un progetto per un porto. Grandi manovre, insomma, sull'onda del boom turistico. E di tani soldi in palio.
SICILIA - Porti, alberghi e resort di lusso L'assalto all'Isola del tesoro
In Sicilia, grandi investimenti milionari stanno avvenendo per realizzare grandi alberghi, resort di lusso e porti. Le multinazionali del settore stanno investendo in alcuni degli angoli più belli della costa siciliana, come Siracusa, Catania e Marsala. Tuttavia, ci sono anche contenziosi sugli insediamenti, come ad esempio a Catania, dove un affare da 300 milioni di euro per una area con alberghi e impianti sportivi alla Plaja è in corso. A Torre Salsa, invece, le ruspe sono già in azione per realizzare un resort di lusso con 110 suite. I porti sono anche in ballo, con progetti per porti turistici a Giardini Naxos, Taormina e Marsala.
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