Finanziamento di un milione dal Ministero. Ma piovono critiche. Sinergia con il Palazzo delle Esposizioni. Apertura della mostra nell'ottobre 2016 Data per finita e in via di dismissione da quattro anni, la Quadriennale d'arte di Roma torna a nuova vita. Nata nel 1927 e poi guidata a lungo da Cipriano Efisio Oppo con una serie di mostre memorabili e con l'idea di farne la ribalta privilegiata dell'arte contemporanea italiana in alternativa alla vocazione internazionale della Biennale di Venezia, la Quadriennale, ora Fondazione, ha vissuto in questi ultimi anni una crisi profonda, quasi irreversibile. L'efficace e dinamica presidenza di Gino Agnese, dal 2002 al 2011, l'aveva riportata agli antichi fasti ma la fase critica era cominciata subito dopo, con l'annullamento dell'edizione del 2012 per mancanza di fondi. Ora invece il Presidente Franco Bernabè, dopo essersi polemicamente dimesso dall'Azienda speciale Palaexpo, sembra riuscire nell'impresa di resuscitare la Quadriennale con la nuova grande kermesse espositiva che si aprirà nell'ottobre dell'anno prossimo proprio al Palazzo delle Esposizioni, che un tempo ne era la sede privilegiata. Quasi sicuramente, però, non ce l'avrebbe mai fatta senza l'aiuto determinante del Ministro per i beni culturali, Dario Franceschini, che ha stanziato la bella cifra di un milione di euro a suo favore. E alla Quadriennale verrà dato in gestione anche l'Arsenale Pontificio, che diventerà una residenza per giovani artisti e sarà uno degli elementi trainanti per la riqualificazione della zona tra il Complesso del San Michele e Porta Portese. Il progetto dell'Arsenale Pontificio sarà finanziato dal MIBACT con sette milioni di euro. Uno dei segreti della rinascita della Quadriennale è anche la sinergia con il Palazzo delle Esposizioni, anch'esso in crisi di fondi e di idee. Molto criticata è però la complessa procedura che dovrà portare alla mostra dell'ottobre 2016, una ricognizione volta a documentare i percorsi più emblematici dell'arte italiana emergente dopo il Duemila. Sono stati invitati 69 curatori di età inferiore ai cinquant'anni a presentare un progetto ciascuno per la mostra e una commissione piuttosto eterogenea culturalmente dovrà sceglierne una decina: i vincitori che daranno vita all'evento espositivo finale invitando gli artisti "migliori". Ne viene fuori una sorta di parodia del "Grande Fratello" che potremmo chiamare il "Grande Curatore". Oltre tutto, fra i 69 critici d'arte chiamati in causa parecchi sono dei "signor Nessuno" e hanno un curriculum assolutamente inconsistente tanto che non si comprende come possano "gareggiare" con curatori quanto mai titolati come Cristiana Collu, ora direttrice della Galleria nazionale d'arte moderna di Roma o Bartolomeo Pietromarchi, ex direttore del MACRO. In polemica con scelte strategiche imposte dall'alto e non condivise si è già dimesso uno dei consiglieri d'amministrazione della Quadriennale, Claudio Libero Pisano, che rappresentava la Regione Lazio. Oltre alla mostra principale, si annuncia una costellazione di eventi collaterali dedicati all'arte contemporanea italiana e realizzati da numerose istituzioni pubbliche e private operanti a Roma. Il budget complessivo della mostra è ancora in via di definizione, ma la boccata d'ossigeno del milione di euro stanziato dal MIBACT dà slancio all'istituzione. Inizialmente escluse fra mille polemiche, le spese per il trasporto delle opere saranno ora coperte dalla Quadriennale mentre non saranno a suo carico le spese di produzione dei lavori e quelle di viaggio e soggiorno degli artisti. E così, su quest'ultimo punto, si sono sollevate molte critiche ed una delle curatrici invitate, Antonia Alampi, ha declinato l'invito della Quadriennale in polemica con la scelta di non coprire i costi di produzione di opere nuove e di penalizzare quindi proprio quella ricerca innovativa che dovrebbe essere uno dei cardini di una mostra del genere. La Alampi ha perfino esortato i suoi colleghi a non partecipare alla selezione. Per recuperare un po' di soldi Bernabè ha deciso di tagliare le cospicue spese di comunicazione per destinare a trasporto, assicurazione e montaggio la cifra di 170.000 euro. Conosceremo i curatori e i progetti selezionati entro gennaio e soprattutto si saprà se sarà stata raggiunta la cifra minima di un milione e mezzo di euro giudicata necessaria dai vertici della Quadriennale per realizzare la rassegna. Una cifra non da poco, in tempi di crisi, per di più in una mostra che ha un carattere esclusivamente nazionale.