Polemica soprintendenza-Regione sul mancato ingresso di Autostrade De Lucia attacca Prosperetti: sbaglia «SAREBBE stata un'occasione straordinaria per valorizzare bellezze naturalistiche e archeologiche, andata persa per responsabilità non imputabili né al parco né al Comune». Così il commissario dell'Ente regionale di gestione, Mario Tozzi, commenta il naufragio del progetto della società Autostrade per la rinascita del Parco dell'Appia Antica. Una risposta alle dichiarazioni del Soprintendente Prosperetti che ieri ha imputato il fallimento dell'operazione di mecenatismo «al frazionamento delle competenze », suonando come un'accusa alla mancanza di dialogo tra Ente parco e la Soprintendenza statale. Tra i punti principali dell'operazione proposta lo scorso anno da Autostrade troviamo: riportare alla luce l'ultimo tratto dell'Appia, restituire ai cittadini beni archeologici e rendere fruibili i 3.500 ettari del parco attraverso sentieri pedonali e ciclabili, per un investimento tra i cinque e gli otto milioni. Al progetto di gestione privata la SopriNtendenza archeologica rispose redigendo un proprio piano. Fu sottoposto ad Autostrade che decise però di non finanziarlo. Così, dopo le nuove denunce di abusivismo riportate ieri da "Repubblica", con tre villini costruiti abusivamnete nel 1970 sul complesso delle catacombe di Pretestato, l'Appia Antica torna al centro delle polemiche. Perché mentre abusivismo, traffico e degrado non trovano freni, se la società Autostrade non si è fregiata del restauro della "prima autostrada della storia", di fatto non sono pervenute altre offerte di mecenatismo. Da un lato, Italia Nostra Roma, nelle parole della vicepresidente Vanna Mannucci, «si conferma contraria a quell'accordo, in cui Autostrade voleva intervenire nei progetti, quindi non si configurava come vero mecenatismo», dall'altro la Soprintendenza, che ora è a caccia di finanziatori. «Ad Autostrade proponemmo un progetto che va dal riassetto della viabilità, liberando l'Appia dal traffico, alla creazione di aree di svago per i visitatori in bici e a piedi racconta Rita Paris con priorità della conservazione del patrimonio archeologico per aprirlo alla fruizione, come il restauro dell'ultimo tratto della via». Ma mentre enti e istituzioni si rimbalzano responsabilità per quel finanziamento perso, «lotti abusivi e giardini di ville di lusso si espandono indisturbate fino alla strada», racconta Oreste Rutigliano, per 13 anni consigliere del parco, per decenni al fianco di Antonio Cederna, l'urbanista che più si è battuto per la tutela di questo polmone verde della città. Ed è una voce autorevole dell'urbanistica come Vezio De Lucia ad essere tra i principali oppositori del progetto di gestione targato Autostrade. «E mi stupisco commenta che il Soprintendente invochi l'istituzione di una authority sull'Appia Antica quando è lui stesso l'autorità somma sulla questione».