Il direttore generale dei Musei ha proposto di ripristinare la recinzione in metallo che era stata tolta all'inizio degli anni Quaranta per fare «ferro alla patria» Ignoriamo se il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini abbia letto la nota con la quale un altissimo dirigente del suo ministero propone per il Pantheon il ritorno a un passato mai abbastanza dimenticato. Se non l'ha fatto, gli consigliamo di farlo. Bisogna leggerla, quella lettera. Non fosse altro per rendersi conto della distanza siderale che separa il paese reale da certa burocrazia . Qualche settimana fa il direttore generale dei Musei, Ugo Soragni, ha scritto alla segreteria generale del ministero sollecitando un parere sul progetto di circondare interamente il Pantheon con una enorme cancellata di ferro. Non si tratterebbe di far altro, spiega, che ripristinare la recinzione nel quale il monumento era rinchiuso fino all'inizio degli anni Quaranta quando il fascismo, che aveva precipitato l'Italia nell'abisso della seconda guerra mondiale, decise di rimuoverla per dare «il ferro alla Patria». Argomenta, Soragni, che la questione era stata già esaminata nel 1998. Aggiungendo che a seguito dei pareri favorevoli delle strutture competenti la recinzione metallica era stata effettivamente realizzata, e anche se l'operazione era stata poi sospesa definitivamente nel 2002, quella cancellata si trova ancora depositata in un magazzino. Rimontarla sarebbe dunque un gioco da ragazzi. Ma le motivazioni? Oltre all'esigenza di tornare indietro agli anni Quaranta, espressamente citata, la lettera fa riferimento a «frequenti atti di vandalismo perpetrati ai danni degli spazi del pronao, mentre sono sotto gli occhi di tutti le condizioni attuali di affollamento, bivacco esterno e disordine in cui la struttura si trova, pericolose anche sotto il profilo della sicurezza». Anche perché, sottolinea, «i bassi muretti esistenti non prevengono cadute accidentali di persone negli spazi sottostanti, come verificatosi negli ultimi anni anche con esiti letali». Per non parlare del fatto che «il monumento, tra i massimi simboli della cristianità occidentale, è totalmente esposto al rischio di attentati terroristici facilmente effettuabili mediante il deposito, all'interno del pronao, di ordigni esplosivi». Soragni conclude, che grazie alla sua «sostanziale leggerezza» la cancellata non sarebbe nemmeno un pugno nell'occhio. Dimentica però, il direttore generale dei Musei, di raccontare perché quindici anni fa il ministero, in seguito a un'autentica sollevazione dell'opinione pubblica, fermò quella follia. A parte ogni considerazione estetica, il fatto è che la recinzione avrebbe completamente snaturato la piazza e il suo rapporto con un monumento nel quale entrano ogni anno sei milioni e mezzo di persone. Ieri come oggi. Intendiamoci, non c'è alcun dubbio che piazza della Rotonda necessiti di una bonifica radicale. Bisognerebbe per esempio far sloggiare i falsi centurioni che importunano i turisti e gli abusivi che sciamano tra la folla lanciando in aria aggeggi luminosi o vendendo cianfrusaglie di tutti i tipi mentre loro colleghi sono impegnati a sfoggiare sui sanpietrini infiniti campionari di finte borse griffate. E magari impedire che le stradine adiacenti vengano trasformate a ogni ora del giorno e della notte in immense e dozzinali pizzerie all'aperto. Ma per fare questo non c'è bisogno di una cancellata. Basterebbero i controlli, come in qualunque città del mondo davanti a qualunque monumento importante. Basterebbe che i vigili perennemente presenti sulla piazza facessero il lavoro per il quale sono pagati. E se non lo fanno, che venissero sostituiti. Quanto al rischio che chi è seduto sui muretti possa cadere di sotto, anche qui è un problema di controlli e dissuasione. Cartelli che rendano chiaro il divieto di sedersi e qualcuno che lo faccia osservare. Non serve altro. Sulla questione dell'attentato terroristico, beh, allora dovremmo chiudere con una cancellata non soltanto il Pantheon, che non è più una chiesa, ma anche centinaia di chiese. E poi, con tutte le difficoltà che attraversano Roma, con lo stato deprecabile nel quale versano monumenti importantissimi e il degrado inaccettabile che investe pezzi formidabili della città storica (avete visto in che condizioni è Porta Maggiore? E alcuni tratti delle mura aureliane?) il problema adesso è mettere una cancellata intorno al Pantheon? C'è soltanto da sperare che sia uno scherzo. In caso contrario, cari burocrati, è la conferma che viviamo su pianeti diversi.
ROMA-Pantheon, la folle idea di rimettere la cancellata intorno al monumento
Il direttore generale dei Musei, Ugo Soragni, ha proposto di ripristinare la recinzione metallica intorno al Pantheon, che era stata tolta negli anni '40 per far ferro alla Patria. La proposta è stata avanzata dopo atti di vandalismo e condizioni di affollamento e disordine nella piazza. Soragni sostiene che la cancellata non sarebbe un problema estetico e che i controlli e le misure di sicurezza sarebbero sufficienti. Tuttavia, il ministero dei Beni culturali ha fermato la proposta 15 anni fa a seguito di una sollevazione dell'opinione pubblica. Soragni critica la burocrazia del ministero per non aver seguito la sua proposta.
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