LA digitalizzazione in modello 3D di un intero settore della necropoli di Porta Nocera: è il nuovo contributo che il Pompeii Sustainable Preservation Project avviato da un team italo-tedesco offre alla conservazione sostenibile degli scavi di Pompei. Si è appena conclusa la campagna di restauro e ricerche che ha visto in campo gli specialisti del Laboratorio di archeologia immersiva e multimediale dell'Istituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr di Catania, diretto da Daniele Malfitana. Un team di archeologi, topografi ed esperti in rilievo e modellazione 3D di evidenze archeologiche e monumentali «ha impiegato strumentazioni all'avanguardia - spiega il direttore Malfitana - per la raccolta di dati, da terra e con voli a bassa quota tramite l'impiego di droni, relativi ai monumenti funerari e al loro contesto di riferimento, presenti nella necropoli di Porta Nocera e nel settore ad essa adiacente di via Nucerina. Un'area che - precisa l'archeologo - per le caratteristiche monumentali e architettoniche, la ricchezza degli apparati decorativi e gli arredi funerari, rappresenta insieme un contesto di grande interesse e uno straordinario banco di prova per lo studio e l'applicazione di nuove metodologie e tecnologie nel campo del restauro». A Pompei il team dell'Ibam- Cnr di Catania lavora fianco a fianco con gli specialisti del-Fraunhofer-Institut für Bauphysik di Stoccarda, la Technische Universität München, l'Ic-crom e la soprintendenza di Pompei. E mentre per due mesi un gruppo di nove restauratori provenienti da Germania, Italia, Spagna e Siria ha operato a Porta Nocera nell'ambito della prima edizione della Summer Academy di restauro del progetto tedesco, finanziata dalla fondazione Usa "Alan and Lind Katritzky", il team del Cnr ha raccolto nuovi dati con l'impiego di una metodologia di rilievo appositamente ideata, che integra laser scanner e fotogrammetria ad alta definizione. Tutto ciò, ampliando i dati raccolti nel 2014, permetterà di aumentare il livello di precisione raggiunto e l'estensione del modello ad aree della necropoli non coperte durante i precedenti lavori. «Il modello 3D realizzato dall'Ibam non è solo un supporto alla comprensione - ricorda il direttore Malfitana - che mira semplicemente ad integrare in modo virtuale la visione attuale della città antica con elementi non più presenti, ma diventa un modello che ricrea fedelmente, in tutte le sue caratteristiche fisiche, la realtà. Lo scopo è di predisporre un potente supporto alle decisioni e alle azioni future, applicandolo a un contesto come Pompei, unico al mondo per le problematiche di gestione, manutenzione, salvaguardia e fruizione che esso quotidianamente pone. Così si possono pianificare opportuni interventi contro il degrado e nuovi sistemi di copertura».