UNA TAPPA inaspettata si aggiunge all'intricato percorso, legale, amministrativo e contrattuale, che il Castello di Rivoli dovrà compiere per confluire nella Fondazione Torino Musei. Prima dell'unificazione con la Gam, il museo dovrà subire importanti lavori di messa in sicurezza e di manutenzione: dagli impianti elettrici, tutti da verificare e da mettere a norma, alle caldaie e al climatizzatore, che la scorsa estate ha fatto finire il Castello sotto la lente di ingrandimento del procuratore Raffaele Guariniello per le temperature fuori controllo. Si parla di lavori straordinari: «I più urgenti stima l'assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi costeranno due milioni di euro, che contiamo di attingere dai fondi europei». Si tratta di interventi di manutenzione considerati imprescindibili per completare il passaggio dal vecchio ente gestore, l'associazione Castello di Rivoli, controllata soprattutto dalla Regione, alla fondazione della Gam. Tanto che in questi giorni sono cominciate a circolare voci di una possibile chiusura temporanea della struttura museale per consentire il cantiere. Un rischio smentito e scongiurato dall'assessore Parigi: «Di certo assicura non chiuderemo il Castello ». E anche dalla presidente dell'ente di Rivoli, Daniela Formento: «Non se ne parla nemmeno. Anche perché spiega il primo gennaio entrerà in carica la nuova direttrice, Carolyn Kristof Bakargiev, la quale ha già un programma di attività, che non sarebbe compatibile con la chiusura». A ferragosto, per il troppo caldo causato dalla mancanza di un impianto di condizionamento dell'aria, il pm Raffaele Guariniello aveva aperto un'inchiesta, accusando i vertici dell'ente di non aver preso in considerazione, nel documento di valutazione dei rischi, il clima malsano generato dalle temperature record in assenza di climatizzatori dell'aria. I lavori messi in programma dalla Regione cercheranno di mettere in regola la struttura e di consegnarla al nuovo gestore con tutte le certificazioni necessarie. «Saranno eseguiti un pezzo per volta», annota l'assessore Parigi. Ma il rischio, al di là della chiusura, per ora smentita, è che il percorso di "fusione" sposti in là il traguardo che Regione e Comune si erano dati, e cioè di completare l'operazione entro quest'anno. La delibera che dovrebbe segnare tutti i passaggi dell'operazione, tra cui la messa in liquidazione dell'associazione che finora ha gestito il museo e il passaggio delle collezioni in mano alla Fondazione Musei, all'interno della quale la Regione garantirebbe di mantenere un finanziamento annuale di 3 milioni di euro, è già scritta. Già nei prossimi giorni potrebbe ricevere l'avallo della giunta regionale. I passaggi più delicati riguardano l'inquadramento contrattuale dei 30 dipendenti che dall'associazione passerebbero alla Fondazione, dove ai lavoratori è applicato il contratto di Federculture e non del turismo. E poi il passaggio vero e proprio tra un datore di lavoro e l'altro, non essendo formalmente possibile una "fusione" tra due enti di diversa natura giuridica.
Castello di Rivoli, parte il cantiere sicurezza "Ma non chiudiamo"
Il Castello di Rivoli dovrà subire lavori di messa in sicurezza e manutenzione prima di confluire nella Fondazione Torino Musei. I lavori, che stimeranno 2 milioni di euro, saranno finanziati dai fondi europei. La struttura potrebbe essere chiusa temporaneamente per consentire il cantiere, ma l'assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi, ha assicurato che non ci sarà una chiusura. La nuova direttrice del museo, Carolyn Kristof Bakargiev, ha già un programma di attività che non sarebbe compatibile con la chiusura. I lavori saranno eseguiti un pezzo per volta e cercheranno di mettere in regola la struttura per la sua consegna al nuovo gestore.
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