Non è un semplice logo. Ne è certo, il presidente della Fondazione Museo delle Antichità egizie, Alain Elkann. «Questo è innanzitutto il segno esplicito del fatto che da oggi esistiamo». A pochi mesi dalla sua istituzione, la Fondazione di via Accademia delle Scienze ha finalmente trovato un simbolo che la identifichi. Un mezzobusto di Ramesse II la cui immagine frontale è stata «dimezzata», quasi a suggerire la possibilità di misteriose scoperte e insinuare cosi nell'osservatore il seme della curiosità. L'idea grafica è del team di Paolo Pininfarina, che per la realizzazione della «testa» ha voluto un'efficace miscela di innovazione e contemporaneità. I colori sono quelli caldi del deserto africano e la metodologia utilizzala quella del «computer aided design». È come se la statua fosse analizzata, sezionata, «scannerizzata» con l'intervento delle migliori tecnologie possibili. «Ho scelto di interpretare la statua frontalmente - ha spiegato Paolo Pininfarina, amministratore delegato di Pininfarina Extra -perché la visione di profilo mi è sembrata fin da subito la meno innovativa». Ma perché proprio Ramesse II? Il motivo, secondo il presidente della Fondazione, va ricercato nella sua esclusività. «Si tratta di un vero "pezzo unico" nella storia dell'egittologia - ha spiegato Elkann -, una statua che caratterizza fortemente il patrimonio della Fondazione». E l'immagine ideata da Pininfarina non comparirà soltanto su manifesti e locandine, ma anche sui biglietti da visita di chi opera nel Museo e sulla carta intestata. «Sono stato molto felice di occuparmi di questo progetto - ha sottolineato Paolo Pininfarina -, perché da sempre c'è una sorta di fil rouge che lega la mia famiglia al Museo Egizio». Già nel 1967, infatti, la Pininfarina aveva collaborato con l'Egizio di Torino nella realizzazione dell'antico tempio di Ellessija all'interno del Museo, attraverso un importante supporto tecnico. «Un importante passo è stato fatto», ha commentato Alain Elkann. E le prossime tappe sono già definite. Il 25 e 26 luglio si terrà la prima riunione ufficiale del comitato scientifico con la partecipazione della direttrice della Museo, Eleni Vassilika. Il primo luglio, invece, cominceranno finalmente i lavori di restauro.