Tutti i beni culturali diventano servizi pubblici essenziali. I lavoratori sono precettabili Con 138 sì, 67 no e 14 astenuti il Senato ha approvato il «Decreto Colosseo», quello che getta gli scioperi selvaggi, le assemblee strategiche e i turisti abbandonati davanti a un cancello chiuso in pasto ai leoni. L'apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura viene equiparata a settori come la scuola, la sanità e i trasporti. Musei come ospedali con il personale precettabile: il testo specifica che in relazione alla «tutela dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico», rientrano tra i servizi pubblici essenziali non solo «i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali», ma anche «l'apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura». Il provvedimento, varato dal governo lo scorso settembre dopo lo scandalo della chiusura del Colosseo per un'assemblea sindacale, è passato con il voto favorevole di Pd, Ap, Misto, Cr e Autonomie. Contrari M5S, Sel, Fi. La Lega Nord si è astenuta. Il provvedimento aveva avuto una spinta propulsiva con i cancelli serrati ai Fori, ma il governo lo voleva da mesi, da quando a Pompei andò in scena un evento analogo. L'Aula del Senato ha respinto tutti gli emendamenti: il M5S aveva presentato proposte per escludere dalla disciplina i casi di sciopero economico-politico, per aumentare gli organici e per monitorare i poli museali; la Lega voleva l'introduzione di premi di produttività; Cr aveva indicato criteri di rappresentatività delle organizzazioni sindacali. Sono definitivamente tramontati i tempi in cui sindacato e Pci andavano a braccetto: la rotta del governo Renzi ha travolto tutti i tabù e tutte le liturgie. E c'è chi, a destra, commenta: «L'avesse fatto Berlusconi, lo avrebbero crocifisso». Ora chi lavora in musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali pubblici e privati, se la dovrà vedere con il Garante degli scioperi, la speciale Commissione di garanzia istituita dalla legge 146 del 1990, che regolamenta l'astensione dal lavoro nei servizi pubblici essenziali. Tripudio del ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini: «Che in Italia i musei diventino servizi pubblici essenziali, ai quali addirittura si applicano i livelli delle prestazioni essenziali, è davvero una grande conquista di civiltà positiva». Furibonda la sinistra estrema: «È scandaloso. A sentire il Pd nel decreto Colosseo non ci sarebbe nessun attacco ai lavoratori - afferma il vicepresidente del gruppo Misto, Francesco Campanella (Altra Europa con Tsipras) - Mi sembra di assistere a un revival de "L'esorcista". Con il Partito democratico posseduto da Forza Italia». «Un provvedimento illegittimo, incostituzionale e pericoloso - protesta Alessia Petraglia, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà in commissione Cultura - che rappresenterà non un aumento dei diritti dei cittadini, di cui ci sarebbe tanto bisogno in tempo di jobs act e precarietà diffusa, ma un avvertimento per i lavoratori di tutto il pubblico impiego, perché capiscano che dovranno assoggettarsi alla volontà politica del Governo di turno».