LONDRA, 31 MAR - Con la guerra in Iraq ritornano in auge i sumeri e gli assiro-babilonesi, si riaccende l'interesse sulla millenaria storia irachena e si riscoprono la letteratura, la poesia e l'arte contemporanea della terra compresa tra il Tigri e l'Eufrate. A dimostrarlo sono i dati di affluenza al British Museum di Londra, che possiede la piu' grande collezione di arte mesopotamica fuori dall'Iraq. Secondo Irving Finkel, curatore della sezione del museo Ancient Near East, le gallerie dedicate all'arte mesopotamica ed assira infatti non sono mai state cosi' affollate e le richieste di informazioni riguardanti l'arte irachena negli ultimi tempi sono triplicate. Persino Our Life in Pieces (La nostra Vita a pezzi), una mostra di oggetti iracheni di uso quotidiano allestita nella galleria Diorama nel nord di Londra, ha registrato visite record: 2.000 presenze. "E' la mostra che avuto piu' successo di tutte quelle che abbiamo avuto negli ultimi anni", ha dichiarato il proprietario Giovanni Giorgis al quotidiano The Daily Telegraph. "Normalmente attiriamo solamente alcune centinaia di visitatori perche' il nostro ingresso non e' molto visibile dalla strada, ma questa volta la gente ci e' venuta a cercare", ha aggiunto. Sono aumentati gli appassionati di storie e leggende che appartengono alla millenaria tradizione orale irachena. Negli ultimi tempi sono accorsi sempre piu' numerosi spettatori agli spettacoli di Zipang, un gruppo di volontari che racconta storie tramandate da oltre cinquemila anni come Lugalbanda e l'Uccello Anzu. La nuova ondata d'interesse nella cultura irachena ha lambito anche le librerie, dove i libri iracheni hanno raggiunto picchi di vendita senza precedenti. Il saggio Baghdad Diaries di Nuha al-Radi, che aveva venduto 3.000 copie tra il 1998 e il 2002, quest'anno ha venduto nel solo mese di marzo 2.000 copie. Anche la poesia irachena sta vivendo un momento d'oro. Una delle autrici piu' apprezzate e' Dunya Mikhail, una poetessa fuggita dalla dittatura di Saddam Hussein dopo avere paragonato il rais all'onnipotente Zeus nel libro Diary of A Wave Outside The Sea. Nell'opera, la Mikhail aveva ridicolizzato Saddam per la sua guerra di otto anni contro l'Iran. Per il suo affronto la poetessa era stata interrogata e minacciata ad funzionari del ministero dell'Informazione, ma era riuscita a lasciare il paese accettando un invito ad un incontro di poesia in Giordania. da allora non e' piu' tornata e adesso la Mickail lavora per l'universita' del Michigan negli Usa. A confermare il rinnovato interesse nella loro cultura vi e' anche la testimonianza di alcuni artisti iracheni che vivono in Gran Bretagna. Uno di questi e' Faisal Laibi Sahi, un'artista che fonde nelle sue opere influenze babilonesi e sumere con tecniche moderne. In una delle sue tele, sono raffigurati alcuni dei personaggi tradizionalmente piu' influenti della societa' irachena (un religioso, un militare, un uomo d'affari, una spia) mentre calpestano i giornali. "I giornali sono propaganda, e' per questo che sono calpestati", ha spiegato al Daily Telegraph il pittore, aggiungendo: "sono molto favorevole alla guerra in Iraq. E' l'unico modo per abbattere il brutale regime di Saddam Hussein".
La guerra riporta in auge Sumeri e Assiro - Babilonesi in GB
Il British Museum di Londra registra un aumento significativo di affluenza alle sue gallerie dedicate all'arte mesopotamica e assira, a seguito della guerra in Iraq. Le visite sono triplicate rispetto agli anni precedenti, con una mostra di oggetti iracheni di uso quotidiano che ha registrato visite record. Gli appassionati di storie e leggende irachene aumentano, con spettacoli di Zipang e librerie che vendono libri iracheni senza precedenti. La poesia irachena, in particolare, sta vivendo un momento d'oro, con autrici come Dunya Mikhail che hanno guadagnato popolarità.
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