La settimana scorsa dalla chiesina di San Giuseppe a Marina è stata rimossa la pala di marmo raffigurante la Sacra Famiglia che campeggiava sopra l'altare. Situata all'angolo tra via Varsavia e vicolo San Giuseppe, la chiesetta è un po' la "memoria storica" della vecchia Marina. Nata come cappella della famiglia Vatteroni nel 1776 - ci informa lo storico Pietro Di Pierro - è passata alla Curia nel 1840 ed è stata la sede della cura, fino all'apertura al culto della nuova chiesa della Sacra Famiglia nel 1886. Ed è proprio nella chiesa di piazza Menconi che la pala d'altare dovrebbe essere trasferita. Uno sopostamento che alcuni abitanti della zona contestano duramente, parlando di iniziativa arbitraria e inadeguata. "L'asportazione della pala - sostengono Pietro Marchini e Paolo Cucurnia - è avvenuta senza in consenso della Soprintendenza di Lucca". I due marinelli bollano poi come pretestuose le motivazioni addotte dalla Curia: "Si parla della presenza di una nicchia, scoperta dietro la pala per ritenere l'operaa non originale: assurdo, i muri nascono prima degli arredi, che possono mutare in corso d'opera, in ogni caso ha la stessa data 1776 che è sull'ingresso. Il marmo presenta una lesione, dice la Curia, ma questo semmai era un motivo per non rimuoverla, non vi è alcun motivo di sicurezza per rimuovere un marmo di duecento chili. Inoltre: fuori del contesto è del tutto discutibile l'accostamento con l'impianto moderno della chiesa della Sacra Famiglia , l'antico oratorio perderebbe significato e valore. "Occorrerebbe - aggiunge Di Pierro - valorizzare il luogo di culto che i marinelli considerano il sacrario di tutti quelli che hanno scelto il mare come ragione di vita e dal mare non sono più tornati. Ci sono molti esempi anche nel comune di Carrara, di chiesette ed oratori officiati raramente rispetto alle rispettive chiese parrocchiali, eppure nessuno si è mai sognato di spogliarli: Santa Lucia, il Crocifisso di Miseglia, luogo caro per il sacrificio dei cavatori, San Ceccardo, San Giovanni alla Colombera luogo del culto mariano ad Avenza. Perché allora declassare il luogo sacro degli uomini di mare?"