Tutto si tiene. E questo è ancora più vero in campo culturale, un settore non settore che coinvolge tante attività amministrative e professionali diverse. La vicepresidente della Regione Monica Barni ha appena firmato la delibera che stanzia 15 milioni per teatri di prosa e lirica, musei e festival. Poco o tanto assessore? «Quello che potevamo fare in questa prima mandata di finanziamenti. È un bilancio di previsione che io trovo già fatto, ovviamente, essendo arrivata due mesi fa. Il mio mandato inizia col 2016, per adesso porto a compimento le scelte già stabilite». Cosa cambierà allora. «Vorrei sostenere tutto il sistema dello spettacolo e dei musei anche trovando nuove forme di finanziamento grazie ai bandi europei. Sto mettendo insieme un gruppo di lavoro che aiuti piccole realtà locali ad individuare progetti in campo culturale, ci sono molte occasioni possibili se si sanno leggere bene le carte ». Darete più soldi alla Crusca? «La Crusca ha ottenuto più fondi dallo Stato ma questo non ci esime dal fare la nostra parte. La nostra azione vedrà coinvolti i grandi attori della cultura toscana identificati nel protocollo che Rossi e Franceschini hanno firmato a maggio. Quella è la linea da seguire ». Nell'industria la Toscana cerca partner internazionali. Perché non farlo anche per arte e cultura? «Sono convinta proprio di questo, si devono creare rapporto con altri paesi europei, creare rapporti di conoscenza e collaborazione all'estero. Il mio assessorato collega cultura, turismo, ricerca e università e questo è un legame noto da tempo: qualunque proposta culturale, qualunque politica culturale, e perfino qualunque servizio culturale, nasce da una attività di ricerca, più o meno strutturata, più o meno istituzionalizzata. È questa la cifra distintiva della cultura, anche se spesso ce ne dimentichiamo in favore di una visione statica, forse più rasserenante, di certo ingenerosa verso gli sforzi che operatori, istituzioni ed anche i pubblici compiono quotidianamente. Quanto più saremo in grado di innovare gli interventi di tutela, gestione e valorizzazione mediante il ricorso alle scoperte scientifiche e tecnologiche, tanto più saremo al passo con le esigenze della comunità ». Quale obiettivo per lei è più importante per la Toscana? «Ad arte, cultura è scienza è possibile riconoscere una capacità di intervento a favore della coesione e della inclusione sociale, a sostegno della integrazione tra comunità diverse. Questa è la vera sfida della Regione perché impone un cambio di ritmo e prevede di stabilire un contatto stretto tra le comunità scientifiche e le istituzioni. Siamo aperti al confronto».
Barni: "Sfruttiamo di più le occasioni che ci offre l'Europa"
La vicepresidente della Regione Monica Barni ha firmato una delibera che stanizia 15 milioni per teatri di prosa e lirica, musei e festival. Questo è un bilancio di previsione che copre le scelte già stabilite per il 2016. Barni vuole sostenere il sistema dello spettacolo e dei musei, anche trovando nuove forme di finanziamento grazie ai bandi europei. Il suo assessorato lavorerà con le piccole realtà locali per individuare progetti in campo culturale. La Crusca ha ottenuto più fondi dallo Stato, ma la Toscana deve fare la sua parte. Barni vuole creare rapporti con altri paesi europei per promuovere l'arte e la cultura.
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